Piazza Affari si attesta come maglia nera tra le Borse d'Europa, in seguito al "decreto asset" varato dal governo di Giorgia Meloni, che prevede l'introduzione di una tassa del 40% sugli extraprofitti delle banche.
Il Ftse Mib segna -2,12% a 27.942 punti, con gli scambi che raggiungono un controvalore pari a 3,54 miliardi di euro nonostante la pausa estiva, bruciando complessivamente 27,71 miliardi, di cui circa 1/3 dalle banche, che come capitalizzazione di borsa registrano perdite per 8,96 miliardi: nello specifico, Bper perde il 10,94%, Mps il 10,83% , Fineco il 9,91%, Banco Bpm il 9,09%, Intesa l'8,67%, Mediolanum il 5,96% e Unicredit il 5,94%.
Registrano perdite minori, invece, Banca Generali (-3,14%), Mediobanca (-2,48%) e Banca Sistema (-1,55%), secondo cui l'effetto della tassa sarà "quasi nullo".
Il Gruppo Poste Italiane, attivo anche nel settore dei servizi bancari, registra perdite ancora minori, segnando il -1,4%.
Sul listino di Piazza Affari ha pesato, in parte, anche il calo del prezzo del greggio durante la seduta, che si è attenuato al termine, con il Wti che segna -0,13% a 81,83 dollari al barile. Saipem perde il 2,44% ed Eni lo 0,38%, mentre Tenaris registra il +0,4% grazie al calo dell'acciaio, che segna il -0,89% a 3.684 dollari la tonnellata.
Anche Stellantis chiude in negativo, in linea con l'andamento dell'automotive in Europa, segnando il -1,4%.
Chiusure positive solo per Recordati (+2,49%), Tim (+2,17%), Hera (+1,93%), A2a (+1,82%), Amplifon (+1,51%), Italgas (+1,38%), Erg (+1,07%), Snam (+0,77%) e Terna (+0,58%).
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