L’edizione 2022 dei premi David di Donatello è tornata a casa sua, nella cornice più appropriata Cinecittà. Anche se la conduttrice della serata, insieme a Carlo Conti, Drusilla Foer ha ricordato che prima di Cinecittà il cinema in Italia si realizzava a Pisorno , negli stabilimenti cinematografici di Tirrenia tra Pisa e Livorno.
La lunga diretta televisiva, aperta dall’intervento del Ministro Franceschini che ha ricordato la grave crisi delle sale, a fronte di una buona ripresa nella produzione, sia televisiva che cinematografica, ed ha ribadito l’obbligo di mascherine fino al 15 giugno, ha segnato il forse ovvio trionfo di Paolo Sorrentino premiato nelle categorie più importanti: miglior regista e miglior film, non omettendo il David dei Giovani.
Sempre per “E’ stata la mano di Dio” sono stati premiati Teresa Saponangelo, attrice non protagonista, e Daria D'Antonio per la fotografia, vincitrice ex aequo con Michele D'Attanasio per “Freaks out”, che ha fatto la parte del leone per numero di statuette vinte.
Il film di Gabriele Mainetti si è portato a casa ben sei premi: oltre alla fotografia, quello per la produzione scenografia (Massimiliano Sturiale e Ilaria Fallacara), acconciatura (Marco Perna), trucco (Diego Prestopino, Emanuele e Davide De Luca), la squadra di calcetto, come l’ha definita il regista Gabriele Mainetti dei produttori: Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi, Mattia Guerra per Lucky Red, Gabriele Mainetti per Goon Films, Rai Cinema, effetti visivi Stefano Leoni.
Tra le opere con più nomination per Ariaferma sono stati premiati un incredulo Silvio Orlando come attore protagonista che, nel ringraziare l’amico Toni Servillo per il lavoro comune, ha invitato tutti a fare chilometri ed a muovere il culo, e Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero e Valia Santella per la sceneggiatura. Peppuccio Tornatore con il suo documentario “Ennio”, sul maestro Morricone ha vinto, ovviamente nella categoria documentario, oltre che ad alcuni riconoscimenti tecnici come il miglior montaggio a Massimo Quaglia e Annalisa Schillaci, miglior suono (Presa diretta: Gilberto Martinelli / Montaggio: Fabio Venturi / Mix: Gianni Pallotto).
A sorpresa per aver prevalso sulle altre candidature (Miriam Leone 'Diabolik', Aurora Giovinazzo per 'Freaks Out', Rosa Palasciano per 'Giulia', Maria Nazionale per 'Qui rido io') la miglior attrice protagonista è risultata la 17nne Swamy Rotolo.
Altra piccola sorpresa è stato il David come miglior attore non protagonista a Eduardo Scarpetta per il film 'Qui rido io', che ha innestato un corto circuito tra realtà e finzione in quanto discente del suo omonimo Eduardo Scarpetta, la cui storia viene narrata nel film, anzi il film è stato ricavato da Martone dal testo originale di “Qui rido io” che il padre del premiato, Mario, gli aveva affidato.
In un solo premio è stato ricordato quasi tutto il Teatro Napoletano, mettendo insieme Scarpetta e De Filippo. In una serata abbastanza ovvia, nella conduzione quasi ragionieristica di Carlo Conti, sono state apprezzate le doti vocali di Drusilla Foer che si esibita sia al canto che nel monologo finale del Grande Dittatore di Charlie Chaplin.
L’esibizione di Umberto Tozzi ha smosso il pubblico in sala e in sala stampa che hanno accompagnato l’esecuzione dei suoi brani più utilizzati al cinema. Menzione speciale per il piccolo Jude Hill, che ha ritirato il David per il miglior film straniero assegnato a “Belfast” di Kenneth Branagh: a 11 anni ha tenuto il palco da attore consumato ringraziando in italiano.
A parte va ricordato il Premio alla carriera a Giovanna Ralli, 80 anni e 70 film, che ha comunicato che sarà a Cannes come interprete del film di Jasmine Trinca “Marcel!”.
I David speciali del 2022 sono andati a Sabrina Ferilli e a Antonio Capuano. Per celebrare ancora una volta la grande presenza partenopea nel parterre la Ferilli ha esordito citando un celebre detto napoletano: “Dicette o pappice vicino a' noce, ramm' o tiemp' ca te spertose” per sottolineare il (troppo?) tempo passato per vedersi assegnato finalmente un David.
A giusto coronamento della serata napoletana lìaltro David Speciale è stato assegnato al regista Antonio Capuano.
Nel consegnargli il premio, Paolo Sorrentino, ancora lui, ha ricordato che cominciò proprio con Capuano a lavorare nel cinema ed anche per questo gli ha fatto impersonare se stesso in “E’ stata la mano di Dio”.
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