
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 17:50
Proteste dei tir, Coop esaurisce le scorte ma promette: “Non acquisteremo prodotti dall'estero per sostituire l'ortofrutta italiana”
La catena della Gdo registra un peggioramento ora su ora negli approvvigionamenti, con forti tensioni in aree come il Friuli. L'appello ai soci e ai consumatori: “Serve un piccolo sacrificio per sostenere i nostri agricoltori”.
Il prolungarsi dei blocchi stradali attuati dagli autotrasportatori comincia a mettere a dura prova i magazzini e la logistica della grande distribuzione organizzata, in particolare per quanto concerne i generi alimentari deperibili.
A fare il punto sulla tenuta della rete e sui rischi per i punti vendita è Coop, che segnala un quadro in progressivo deterioramento ma assume al contempo una netta posizione a tutela della produzione agroalimentare nazionale.
“Un peggioramento della situazione ora su ora negli approvvigionamenti soprattutto di alcune filiere. Ciò non significa che al momento i nostri scaffali non dispongano della merce, ma il rischio potrebbe generarsi nei prossimi giorni a seguito del protrarsi dei blocchi”, fa sapere il gruppo d'acquisto in una nota.
Nel dettaglio, le maggiori criticità riguardano comparti ortofrutticoli stagionali come uva, clementine, limoni e diverse tipologie di ortaggi. Se finora gli impatti maggiori si erano concentrati nel Mezzogiorno, le difficoltà logistiche stanno iniziando a ripercuotersi anche sulle strutture del Centro e del Nord Italia, con consegne a singhiozzo ed esaurimento progressivo delle giacenze nei depositi dei supermercati, con picchi di tensione già evidenti in regioni come il Friuli.
Di fronte alla prospettiva di scaffali sguarniti, Coop esprime “massima solidarietà nei confronti degli agricoltori e dei produttori italiani” e annuncia una scelta di campo precisa sul piano dell'approvvigionamento commercializzato: “Ci impegniamo sin da ora a non sostituire i prodotti mancanti con acquisti dall’estero, fatti salvi ovviamente quei prodotti la cui origine è di norma estera”.
Una linea rigorosa che chiama in causa anche la sensibilità della clientela: “Chiediamo, qualora sarà necessario, anche ai nostri soci e consumatori un piccolo sacrificio per dare un segnale alle categorie produttive del nostro Paese maggiormente sotto pressione e per non piegarci alla logica del business ad ogni costo”, conclude la nota del gruppo distributivo.
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