E' stato firmato, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il disegno di legge del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, volto a riformare la giustizia e ad abrogare l'abuso d'ufficio.
“Come giudice istruttore conducevo le indagini sulla colonna veneta delle Brigate Rosse e fui oggetto di un disegno di attentato sventato dai carabinieri del generale Dalla Chiesa. Comprenderete quindi il mio sconcerto e il mio sdegno quando qualcuno mi ha definito favoreggiatore della delinquenza mafiosa”, ha detto il Guardasigilli, intervenendo al Question Time alla Camera dei Deputati.
“Nel programma di riforme a suo tempo enunciato davanti a voi non vi è traccia di modifiche su questa disciplina. Né avrebbe potuto esservi, perché non ha fatto né fa parte del programma governativo. E questo, finalmente dovrebbe bastare. Non vi è alcun affievolimento nel contrasto alla criminalità organizzata, né potrebbe essere altrimenti, principalmente da parte di un ministro che vi ha dedicato la parte più importante della propria funzione di magistrato. É con questo sentimento di commossa rievocazione del collega Paolo, e delle altre vittime della violenza stragista, che auspico che questa polemica sterile oggi si chiuda”, ha continuato Nordio.
Per quanto riguarda il concorso esterno in associazione mafiosa, ha spiegato, “il problema è sorto a causa dell’incertezza applicativa del concorso esterno, tanto che la Cassazione a suo tempo ha cambiato indirizzo. Le voci per introdurre una norma tipica sono quasi universali nel mondo universitario e forense. Vorrei anche dire che la mia interpretazione è anche più severa di quella dei miei critici: perché anche chi non è organico alla mafia, se comunque ne agevola il compito, è mafioso a tutti gli effetti”.
“È vero che per il concorso esterno esiste una giurisprudenza abbastanza consolidata, ma nel nostro ordinamento non esiste il principio dello ‘stare decisis’, e la stessa Cassazione, ha, come ho detto, talvolta cambiato indirizzo. L’ultima prova di quanto sto dicendo è recentissima: la Corte ha ridefinito il concetto di criminalità organizzata in senso assai restrittivo, con il rischio di compromettere molti processi in corso per reati gravissimi”, ha aggiunto il Ministro.
“È per questo che nell’ultimo Consiglio dei ministri, di concerto con la Presidenza, abbiamo annunciato un decreto legge proprio per definire, con i doverosi criteri di tassatività e specificità, i reati di criminalità organizzata. Le mie considerazioni sulla necessità di una normativa ad hoc sul concorso esterno, miravano di conseguenza ad eliminare incertezze future, costruendo uno strumento anche più efficace di quello attuale nella repressione delle associazioni criminose e di chi, in un modo nell’altro, vi fa parte”, ha concluso il Ministro Nordio.
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