Un'esplosione si è verificata all'interno del Tribunale del distretto Shevchenkiv di Kiev. E' quanto fanno sapere le autorità locali, citate da Unian, aggiungendo che sul luogo dell'accaduto si sono recati forze speciali, artificieri, investigatori ed esperti cinofili.
"Secondo le prime informazioni, un ordigno attualmente non identificato è stato fatto esplodere da un uomo che era stato portato in udienza in tribunale", fa sapere il Ministero dell'Interno di Kiev.
L'uomo era stato portato in Tribunale da alcuni militari, e "per ragioni sconosciute ha fatto esplodere un ordigno, a quanto sembra in un bagno". Stando a quanto fanno sapere i media locali, un'altra esplosione è stata avvertita all'interno dello stesso Tribunale.
Un poliziotto, riferisce Unian, è uscito fuori per chiedere l'arrivo di un'ambulanza, e due persone sarebbero state trasportate via in barella.
Kiev si è appellata alla comunità internazionale perchè si arrivi ad "un'azione immediata", in modo da fronteggiare i rischi nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, al momento in mano ai russi. "La Russia ha dispiegato personale militare e installato fortificazioni su almeno tre reattori, collocando esplosivi nell'impianto. È giunto il momento che il mondo agisca immediatamente", twitta il Ministero degli Esteri.
Stamani, il Ministero della Salute di Kiev ha nuovamente diramato informazioni ai cittadini su come proteggersi dalle radiazioni, qualora si verifichi un attacco sulla centrale di Zaporizhzhia, su cui ci sono scambi di accuse tra Ucraina e Russia.
"In queste ore stiamo discutendo le sfide principali: la prima è la protezione delle centrali nucleari. Ne abbiamo discusso con il comandante dell'aeronautica, il ministro degli Interni, il capo e il dg di Energoatom (l'azienda che gestisce le quattro centrali nucleari ucraine), il capo del servizio di guardia di frontiera". Così, su Telegram, il Presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, in merito a quanto dichiarato ieri da Mosca, secondo cui c'è il rischio che a Zaporizhzhia si verifichi "un sabotaggio da parte di Kiev".
Secondo il portavoce del Cremlino, il rischio di un "sabotaggio" ucraino a Zaporizhzhia resta "molto alto". In base a quanto riferisce Ria Novosti, lo stesso Peskov ha nuovamente accusato Kiev di essere l'artefice dell'esplosione della diga di Kakhovka.
L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), ha lanciato una richiesta per ottenere il più ampio accesso alla centrale nucleare di Zaporizhzhia "per confermare l'assenza di mine o esplosivi". L'appello è stato diramato mentre sta aumentando lo stato d'allarme per la centrale nucleare più grande d'Europa, al centro di uno scambio di accuse tra Kiev e Mosca.
Il Presidente cinese, Xi Jinping, ha avvertito personalmente Vladimir Putin di non procedere con un attacco nucleare in territorio ucraino. E' quanto riferisce il Financial Times, precisando che "i funzionari cinesi si prendono privatamente il merito di aver convinto il leader russo a fare marcia indietro rispetto alle velate minacce atomiche".
Il messaggio è stato consegnato a Putin dallo stesso Xi a marzo, durante la sua visita a Mosca. La Cina, dice Xi, è preoccupata per il conflitto in corso, anche se, secondo funzionari di Pechino e occidentali, c'è un tacito appoggio alla Russia.
Una potente esplosione ha raso al suolo un deposito russo di munizioni di lanciarazzi multipli del tipo Mlrs a Makiivka, nella regione di Donetsk. L'esplosione, segnalata ieri sera dal Sindaco della cittadina, il filorusso Alexey Kuzmin, è stata ripresa in video da Rbc-Ukraine, che ha fatto sapere che "i russi avevano piazzato un grande deposito di munizioni Mlrs nel cortile di un'area residenziale incompiuta a Makiivka. Ieri il deposito è saltato in aria. I video "prima" e "dopo" sono stati girati da un drone".
Secondo quanto riferisce il Capo di Stato Maggiore della Difesa inglese, l'Ammiraglio Tony Radakin, l'esercito russo ha perduto metà della propria capacità di combattimento, compresi 2.500 carri armati. Per Radakin, la controffensiva di Kiev non sta procedendo con troppa lentezza.
Per quanto riguarda l'accordo sul grano, "c'è ancora tempo" per rispondere pienamente alle richieste di Mosca e salvarlo. Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe, riaffermando che, in ogni caso, ora non può essere prorogato.
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