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- Roma - Lunedì 22 Giugno 2026
Mary Trump, nipote del presidente USA: "Donald è un misogino. Il suo stato mentale è sempre più compromesso"
La psicologa Mary Trump critica aspramente lo zio Donald, descrivendolo come psicologicamente instabile e incapace di mantenere relazioni sane.
Non usa mezzi termini Mary L. Trump quando parla dello zio Donald Trump. Psicologa clinica, scrittrice e da anni una delle voci più critiche all'interno della famiglia Trump, descrive l'attuale presidente degli Stati Uniti come un uomo in profonda difficoltà sotto il profilo psicologico, emotivo e cognitivo. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera dalla sua abitazione di New York, Mary Trump traccia un ritratto durissimo dello zio, con il quale non ha più rapporti dal 2017. Secondo lei, dietro gli ultimi attacchi rivolti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ci sarebbero motivazioni che vanno oltre la semplice strategia politica. "Donald è un misogino. Non rispetta le donne e ha sempre avuto problemi con quelle forti", afferma. Una convinzione che, secondo la nipote del presidente, aiuterebbe a spiegare il deterioramento dei rapporti con diversi leader internazionali.
"Alla fine si rivolta sempre contro i suoi alleati"
Mary Trump sostiene che il presidente americano sia incapace di mantenere rapporti stabili, persino con le persone che inizialmente considera alleate. "Come sta scoprendo Meloni stessa, Donald alla fine si rivolta sempre contro i suoi alleati, perché non riescono mai a essere abbastanza leali", spiega. Secondo la psicologa, Trump pretenderebbe una fedeltà assoluta e permanente da chiunque gli stia vicino. Quando questa aspettativa viene meno, reagirebbe con attacchi personali e accuse. La nipote collega gli attriti con la premier italiana anche alle recenti tensioni internazionali e alla gestione del conflitto con l'Iran. "Aveva considerato Meloni un'amica, ma ha visto che stava prendendo le distanze. Lei è una partner affidabile della NATO e non ha sostenuto la sua linea sull'Iran. Questo, unito all'umiliazione che ha percepito, lo ha portato a reagire".
La paura dell'umiliazione
Nel corso dell'intervista emerge un tema ricorrente: l'insicurezza. Per Mary Trump, il presidente americano sarebbe guidato soprattutto dalla paura di apparire debole agli occhi del mondo. "Donald è una persona profondamente insicura. Potrebbe essere la persona più debole che abbia mai incontrato", sostiene. Da qui deriverebbe, secondo la nipote, il bisogno costante di esagerare, sia negli elogi sia negli attacchi. "Ha bisogno di descriversi come il migliore, il più forte, il più intelligente. Allo stesso tempo deve demolire chiunque sia realmente competente o autorevole." Una dinamica che, a suo giudizio, sarebbe diventata ancora più evidente negli ultimi anni.
Il rapporto con gli altri leader mondiali
Mary Trump non vede segnali di miglioramento nei rapporti tra il presidente americano e gli altri leader occidentali. Al contrario, ritiene che le tensioni siano destinate ad aumentare. "Peggiorerà sotto ogni aspetto. Lo abbiamo già visto con Netanyahu, che era considerato uno dei suoi alleati più vicini. Continuerà a scagliarsi contro chiunque." La psicologa interpreta questi comportamenti come il riflesso di una crescente difficoltà nel gestire le critiche e gli insuccessi politici. Secondo lei, il presidente starebbe vivendo una fase di progressiva perdita di controllo sia sul piano personale sia su quello pubblico.
"È un uomo malato da molto tempo"
Uno dei passaggi più duri dell'intervista riguarda lo stato di salute mentale del presidente. Mary Trump ribadisce valutazioni già espresse in passato, sostenendo che il comportamento dello zio sarebbe compatibile con disturbi psichiatrici mai affrontati e aggravati dall'età. "È un uomo malato. Lo è da moltissimo tempo", afferma. Secondo la psicologa, numerosi episodi della sua vita pubblica e privata dimostrerebbero una difficoltà cronica nel relazionarsi agli altri e nel confrontarsi con la realtà. Tra gli esempi citati c'è il rifiuto di accettare il risultato delle elezioni presidenziali del 2020. "Non è mai riuscito ad accettare la sconfitta. Per lui la realtà è qualcosa da piegare ai propri bisogni."
Il timore di un declino cognitivo
Mary Trump si sofferma anche sulle condizioni cognitive dello zio, sostenendo che negli ultimi anni siano emersi segnali sempre più evidenti di deterioramento. "È in un grave declino cognitivo", dichiara. La nipote ricorda inoltre che il padre di Donald Trump, Fred Trump, soffrì di Alzheimer, precisando però di non poter formulare diagnosi."Che si tratti o meno della stessa malattia, dal punto di vista cognitivo c'è qualcosa che non va." Secondo la psicologa, la combinazione tra invecchiamento, problemi psicologici e poteri sempre più ampi rappresenterebbe un elemento di forte preoccupazione.
Il ruolo del Partito Repubblicano
Nell'analisi di Mary Trump, le responsabilità non ricadono esclusivamente sul presidente. La nipote punta il dito anche contro il Partito Repubblicano e contro una parte delle istituzioni americane. "È più pericoloso oggi di quanto non fosse nel 2020, perché è circondato da persone che non faranno nulla per contenerlo." Secondo la psicologa, molti esponenti repubblicani avrebbero rinunciato a esercitare qualsiasi forma di controllo politico, contribuendo a rafforzarne il potere.
"Assecondarlo è sempre un errore"
Mary Trump critica apertamente anche l'atteggiamento di quei leader internazionali che cercano di mantenere rapporti cordiali con il presidente americano nella speranza di evitarne le reazioni. "Assecondarlo è sempre un errore", sostiene. Secondo la psicologa, Trump interpretarebbe ogni concessione come un segnale di debolezza. "È un bullo. E con i bulli non funziona cedere terreno." Per questo ritiene che la risposta più efficace sia una posizione comune e compatta da parte degli alleati occidentali.
Il vuoto emotivo dietro il potere
Nel corso dell'intervista emerge anche una riflessione più personale. Mary Trump descrive lo zio come un uomo alla continua ricerca di approvazione e affetto. "La cosa che desidera più di ogni altra è essere amato." Tuttavia, secondo la nipote, questo bisogno sarebbe destinato a restare insoddisfatto. "È incapace di amare gli altri e quindi non riesce mai a colmare quel vuoto." Da qui deriverebbe una ricerca costante di consenso, visibilità e riconoscimento pubblico."Non è mai stato un uomo che si è fatto da sé". Tra le affermazioni più severe dell'intervista vi è quella riguardante il mito del self made man che per anni ha accompagnato l'immagine pubblica di Donald Trump. "Non è mai stato un uomo che si è fatto da sé. Non è mai stato davvero bravo in nulla, se non a manipolare le persone e i media." Una valutazione che sintetizza la distanza ormai totale tra Mary Trump e il resto della famiglia.
Un rapporto interrotto da anni
L'ultima volta che Mary Trump ha incontrato lo zio risale all'autunno del 2017, durante una visita alla Casa Bianca organizzata in occasione del compleanno di due sue zie. "Ci sono andata ed è stato terribile", racconta. Da allora i rapporti si sono completamente interrotti. La psicologa conferma di non avere più contatti con nessun membro della famiglia Trump. "È stato un taglio netto." Una frattura che appare ormai definitiva e che continua ad alimentare uno dei conflitti familiari più noti e controversi della politica americana contemporanea.
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