
- Prima Notizia 24
- Torino - Lunedì 22 Giugno 2026
Crisi siccità in Piemonte: riaperto l'Osservatorio regionale per l'emergenza idrica
I dati aggiornati dell'Arpa certificano un pesante scarto negativo del 44% nelle piogge e un calo del 31% delle risorse idriche nel Lago Maggiore.
I vertici istituzionali del Piemonte corrono ai ripari di fronte a un quadro meteoclimatico che rischia di compromettere la stabilità delle riserve idriche regionali: la Regione sta procedendo all'apertura dell'Osservatorio regionale di emergenza idrica, per monitorare la situazione per l'acqua potabile, l'uso agricolo, la situazione dei bacini e dei fiumi, lo scenario attuale e quello estivo.
Lo scopo dell'organismo tecnico sarà quello di analizzare costantemente i flussi d'acqua e coordinare le strategie di razionalizzazione.
La principale novità di questa sessione straordinaria sarà la costituzione di un tavolo dedicato alla situazione del Lago Maggiore, uno dei polmoni idrici più strategici dell'intero bacino padano, attualmente in forte sofferenza.
La necessità di un intervento immediato è stata evidenziata dall'assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, che ha delineato la gravità dello scenario idrologico piemontese: "Il quadro segnalato da Arpa è chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio. Con l'arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi".
Le proiezioni per le settimane successive lasciano presagire un ulteriore stress per i corsi d'acqua e per l'approvvigionamento dei campi coltivati, nel pieno della stagione irrigua. I rilievi statistici elaborati dall'Arpa Piemonte confermano la severità del fenomeno. Le precipitazioni medie dell'ultimo mese hanno fatto registrare uno scarto negativo del 44% rispetto ai valori storici di riferimento calcolati nel trentennio 1991-2020. I deficit accumulati nei mesi di marzo e aprile 2026 hanno esteso le condizioni di siccità, classificate da lievi a moderate sia nel breve sia nel medio termine. A complicare il bilancio idrico si sono aggiunte le temperature di maggio, caratterizzate da un'anomalia positiva di circa 1.1° C rispetto alla norma.
Nonostante un inizio mese insolitamente freddo, l'andamento termico complessivo ha posizionato il maggio appena trascorso al settimo posto tra i più caldi degli ultimi settant'anni in Piemonte. La diretta conseguenza di questa combinazione tra afa anticipata e assenza di rovesci si riflette sullo stato delle riserve stoccate. L'equivalente di acqua nei nevai (Swe), i bacini artificiali e lo stesso Lago Maggiore mostrano un volume inferiore del 31% rispetto alle medie del periodo, a causa di una drastica e repentina fusione del manto nevoso al suolo, localizzata in particolar modo sui settori alpini occidentali e settentrionali. Di riflesso, anche le portate della rete idrografica superficiale mostrano vistosi segni di declino, assestandosi su livelli di severo deficit rispetto alla memoria storica del territorio.
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