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- Roma - Giovedì 29 Ottobre 2026, 17:40
Pensioni, ipotesi uscita anticipata a 64 anni con 36 di contributi: il nodo delle coperture nella manovra
L'esecutivo inserisce nel testo della legge di bilancio un fondo da 850 milioni di euro per la flessibilità in uscita. La misura guarda ai contributivi ma resta il confronto parlamentare su paletti, coperture e ricalcoli degli assegni.
Nel testo della Manovra approvato dal Consiglio dei ministri si fa strada l'ipotesi di una nuova misura di flessibilità previdenziale volta a consentire l'uscita dal mondo del lavoro a 64 anni d'età rispetto ai 67 previsti dal canale di vecchiaia ordinario.
La proposta, promossa in particolare dalla Lega, fa perno su una dotazione finanziaria di 850 milioni di euro inserita all'interno della legge di bilancio per favorire l'anticipo pensionistico.
Il perimetro dell'intervento resta tuttavia da delineare nel corso dell'iter parlamentare, chiamato a stabilire requisiti, condizioni economiche e platea dei beneficiari.
La presidenza del Consiglio ha prospettato una misura indirizzata principalmente ai lavoratori la cui pensione ricade nel sistema contributivo puro, ossia coloro che hanno iniziato il versamento delle aliquote a partire dal primo gennaio 1996.
L'estensione dei requisiti – che nella formulazione iniziale ipotizzano un'anzianità contributiva minima di 36 anni – pone nodi di sostenibilità economica: l'applicazione indistinta del meccanismo richiederebbe una copertura stimata in circa 1,6 miliardi di euro, cifra pari al doppio della capienza attualmente stanziata nel fondo.
Tra le opzioni al vaglio vi è la possibilità di estendere il canale anche ai lavoratori appartenenti al sistema misto, i quali potrebbero tuttavia essere soggetti a un ricalcolo interamente contributivo dell'assegno.
La scelta di anticipare la quiescenza a 64 anni comporterebbe una contrazione permanente del trattamento previdenziale, determinata sia dal minore accumulo di montante contributivo sia dall'applicazione di coefficienti di trasformazione meno favorevoli rispetto a quelli previsti per l'uscita a 67 anni. Spetterà al dibattito alle Camere definire i paletti definitivi e i criteri di selezione necessari a contenere la spesa nei limiti delle risorse disponibili.
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