
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 29 Ottobre 2026, 17:30
Difesa, il Covi presenta gli esiti dell'esercitazione Joint Stars 2026: testati la sicurezza nazionale e i conflitti ibridi
Conclusa la prima fase di comando della principale esercitazione interforze guidata dal generale Iannucci. Coinvolti oltre mille specialisti e vari dicasteri per verificare il Piano di difesa nazionale in scenari multi-dominio.
Si è tenuto presso la sede del Comando operativo di vertice interforze (Covi) all’aeroporto militare "Francesco Baracca" di Roma l'incontro con la stampa dedicato alla conclusione della prima fase dell’esercitazione "Joint Stars 2026".
La principale attività interforze della difesa italiana, pianificata e coordinata dal Covi, ha messo alla prova nello scenario simulato l'applicazione del Piano militare di difesa nazionale (Pmdn), verificando i processi decisionali e il coordinamento operativo dello strumento militare di fronte a potenziali crisi di sicurezza nazionale.
A illustrare gli obiettivi della pianificazione è stato il comandante del Covi, generale di corpo d’armata Giovanni Maria Iannucci, il quale ha precisato la portata strategica dell'addestramento: "Joint Stars 2026 apre un ciclo diverso, finalizzato a testare la nostra capacità di eseguire il Piano militare di difesa nazionale contemporaneamente all’attivazione dei piani Nato, valutandone la sostenibilità e la sincronizzazione".
Il generale ha evidenziato come l'esercitazione prepari il terreno al riesame programmatico delle strategie: "Alla fine del 2027, al termine del biennio, avvieremo una revisione del Piano, per poi capire le difficoltà nel sostenere contemporaneamente la difesa collettiva della Nato e i nostri interessi nazionali".
In tale contesto, una priorità chiave risiede nel presidio della "zona grigia", quella fase antecedente l'esplosione aperta della crisi che richiede risposte tempestive contro minacce asimmetriche e cibernetiche.
Come precisato dal vice comandante del Covi, ammiraglio di squadra Gianfranco Annunziata, la simulazione ha consentito di esaminare i rischi provenienti da tutte le direzioni geografiche, ponendo al centro l'integrazione tra i domini terrestre, marittimo, aereo, spaziale e cibernetico, oltre alla gestione delle dinamiche cognitive e informative.
Sull'addestramento contro le campagne di disinformazione e condizionamento si è soffermato anche il capo del reparto Pianificazione ed Esercitazioni, generale di divisione Nicola Piasente.
Analizzando le criticità dei moderni contesti operativi, Iannucci ha evidenziato la vulnerabilità dei sistemi basati sui dati, sottolineando la necessità di creare un vantaggio decisionale rapido anche di fronte agli impatti economici e logistici dei conflitti, come quelli osservati negli Stretti di Hormuz e Bab el Mandeb.
Nel corso delle simulazioni della dimensione cognitiva, il Covi ha predisposto piattaforme social e profili virtuali dedicati per testare le contromisure rispetto a tentativi di condizionamento dell'opinione pubblica: "Lo abbiamo fatto sia come elemento singolo, con azioni dirette, sia come elemento di supporto ad azioni militari", ha rimarcato Iannucci, ricordando che "le democrazie dipendono dal consenso, che per questo motivo rappresenta uno dei bersagli principali: si tratta di un elemento fondamentale che non può essere trascurato, e che richiede una adeguata consapevolezza".
Il comandante ha infine posto l'accento sulla difesa aerea e spaziale integrata: "Una priorità assoluta è sviluppare un sistema multi-livello che consenta di difenderci da minacce che vanno dai droni ai missili ipersonici: nel mondo velivoli a pilotaggio remoto, ad esempio, il ritmo evolutivo è elevatissimo e i vantaggi tecnologici si esauriscono in pochi giorni o settimane, come è possibile vedere nel conflitto in Ucraina".
della "Joint Stars 2026" prevede due momenti distinti: la prima fase appena terminata, incentrata sul posto comando (Cpx), ha visto la partecipazione di circa mille addetti tra personale militare e rappresentanti di altre amministrazioni dello Stato; la seconda fase sul campo (Livex), programmata tra novembre e dicembre 2026, mobiliterà oltre 6.500 militari in operazioni tattiche.
L'attività ha visto la collaborazione sinergica tra Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Protezione Civile e Agenzia per la cybersicurezza nazionale, affiancati dai comandi per le operazioni spaziali, in rete e delle forze speciali.
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