
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 22 Giugno 2026
Sorelline ritrovate a Formia, parla la zia che le ha ospitate: "Pensavo di fare la cosa giusta, volevo aiutarle"
Sorelline ritrovate a Formia, parla la zia che le ha ospitate: "Pensavo di fare la cosa giusta, volevo aiutarle" La casa dove Sarah e Alisya hanno trascorso i giorni della scomparsa Dietro le persiane di un appartamento popolare di Formia si è conclusa la fuga di Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate dopo oltre due settimane di ricerche.
Dietro le persiane di un appartamento popolare di Formia si è conclusa la fuga di Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate dopo oltre due settimane di ricerche. L'abitazione in cui le ragazze hanno trascorso i giorni lontano dalla struttura appare oggi come una casa modesta e ordinaria: stanze piccole, mobili datati, sacchetti della spesa accatastati negli angoli e una cucina ancora piena di viveri acquistati per affrontare una permanenza che, evidentemente, qualcuno immaginava potesse durare a lungo. Tra bottiglie d'acqua, confezioni di pasta, prodotti alimentari e indumenti lasciati nelle stanze, restano le tracce di una vicenda che continua a sollevare interrogativi e che ora è al centro delle indagini della Procura.
Il racconto della donna che le ha ospitate
A parlare è Maria Sofia Di Russo, parente della famiglia delle due ragazze e proprietaria dell'appartamento dove Sarah e Alisya sono state rintracciate dai carabinieri. La donna sostiene di non aver agito per interesse personale né di aver ricevuto denaro. "Mi hanno messo in mezzo, sono sola e mi hanno fregato. Io volevo soltanto aiutare", racconta. Secondo la sua versione dei fatti, il coinvolgimento sarebbe iniziato prima dell'arrivo delle ragazze. "Già il giorno prima mi avevano detto che sarebbero venute. Poi il nonno e il compagno della madre me le hanno portate nel cuore della notte." Un racconto che sarà ora verificato dagli investigatori impegnati a ricostruire ogni passaggio della vicenda.
"Pensavo che dovessero tornare dalla madre"
La donna non nasconde di aver condiviso la scelta di ospitare le due sorelle. Spiega infatti di aver agito convinta di fare il loro bene. "Io volevo che stessero bene e che tornassero con la mamma. Pensavo fosse la cosa giusta da fare." Una convinzione che, secondo il suo racconto, sarebbe stata determinata anche dalla sua opinione sul padre delle ragazze. "A me quell'uomo non piaceva e non volevo che le bambine stessero con lui." Parole che fotografano il clima di forte conflittualità familiare che da anni caratterizza la vicenda delle due sorelle e che rappresenta uno degli elementi centrali dell'intera storia.
Le giornate trascorse nell'appartamento
Secondo quanto riferito dalla donna, Sarah e Alisya avrebbero trascorso gran parte del tempo all'interno di una stanza dell'abitazione. "Mangiavamo insieme a mezzogiorno, poi loro stavano quasi sempre in camera." Le ragazze avrebbero quindi limitato al minimo gli spostamenti e i contatti con l'esterno durante tutto il periodo della permanenza a Formia. Un dettaglio che potrebbe spiegare come siano riuscite a rimanere nascoste per diversi giorni nonostante l'attenzione mediatica e le ricerche in corso.
Le scorte di cibo e l'idea di una lunga permanenza
Uno degli aspetti che colpiscono entrando nell'appartamento è la quantità di viveri presenti. Pacchi di pasta, compresi prodotti specifici per celiaci, alimenti confezionati, bottiglie d'acqua, vestiti e altri beni di prima necessità lasciano pensare che qualcuno avesse pianificato una permanenza non breve. La stessa donna conferma questa impressione. "Non sapevo quanto sarebbero rimaste. Forse mesi, visto tutto il cibo che avevano portato." Una dichiarazione che potrebbe assumere rilievo nell'ambito delle indagini, chiamate a chiarire se il trasferimento delle ragazze fosse stato organizzato con largo anticipo.
"Non mi interessavano le conseguenze"
Pur dichiarandosi oggi spaventata per quanto accaduto, Maria Sofia Di Russo continua a sostenere di aver agito esclusivamente per ragioni affettive. "Non mi hanno dato soldi. Io pensavo solo di aiutarle." La donna afferma inoltre di essere stata pronta ad affrontare eventuali conseguenze pur di ospitare le due sorelle. "Andava bene anche stare ai domiciliari. Avrei rischiato per loro." Una frase che mostra quanto fosse convinta della correttezza della propria scelta, pur riconoscendo oggi la gravità della situazione in cui si è ritrovata coinvolta.
"Quelle bambine non le avevo mai viste"
Nel suo racconto emerge anche un elemento curioso. La donna sostiene infatti di non aver mai conosciuto direttamente Sarah e Alisya prima del loro arrivo. "Io quelle bambine non le avevo mai viste." Spiega però di aver deciso comunque di accoglierle perché legata alla famiglia attraverso il marito, oggi scomparso. "Se lui fosse stato ancora vivo, avrebbe fatto la stessa cosa." Una motivazione che, secondo la donna, l'ha spinta a non rifiutare la richiesta ricevuta.
Le indagini continuano
Mentre le due ragazze si trovano ora in una località protetta e sono state messe in sicurezza dalle autorità, gli inquirenti proseguono il lavoro per ricostruire l'intera rete di persone che avrebbe favorito il loro allontanamento dalla casa famiglia. L'attenzione degli investigatori è concentrata non soltanto sulla permanenza a Formia, ma anche sulle modalità con cui Sarah e Alisya sono riuscite a raggiungere il Lazio partendo dall'Abruzzo. L'obiettivo è accertare eventuali responsabilità e capire chi abbia organizzato e sostenuto logisticamente la fuga.
Una vicenda ancora tutta da chiarire
Le dichiarazioni della donna che le ha ospitate aggiungono un nuovo tassello a una storia complessa, fatta di conflitti familiari, accuse incrociate e decisioni che ora saranno vagliate dalla magistratura. Lei continua a difendere la propria scelta. "Io l'ho fatto con il cuore. Volevo proteggerle." Ma sarà l'inchiesta a stabilire se dietro quella che definisce una semplice volontà di aiutare vi siano anche responsabilità penali. Nel frattempo restano le immagini di un appartamento diventato per oltre due settimane il rifugio segreto di due ragazze cercate in tutta Italia e le parole di una donna che oggi si dice spaventata, ma ancora convinta di aver agito per il bene delle sorelle.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















