Rocco Turi: “L’incapacità di Roberto Saviano a compiere analisi critiche ha origini lontane”.
Il Caso-Saviano. Per il sociologo prof. Rocco Turi “Saviano è il primo a capire inconsciamente come in Italia ci sia una sinistra incolta che non legge, non studia, non ha strumenti culturali per comprendere il mondo che la circonda ed è talmente ideologizzata da limitarsi ad accettare le sue parole come oro colato”.
di Rocco Turi
Venerdì 04 Agosto 2023
Roma - 04 ago 2023 (Prima Notizia 24)
Il Caso-Saviano. Per il sociologo prof. Rocco Turi “Saviano è il primo a capire inconsciamente come in Italia ci sia una sinistra incolta che non legge, non studia, non ha strumenti culturali per comprendere il mondo che la circonda ed è talmente ideologizzata da limitarsi ad accettare le sue parole come oro colato”.

Sulla stampa e sui social in molti chiedono se Roberto Saviano stia scherzando o stia prendendo in giro gli italiani. Lui parla di regime autoritario, di dittatura “fratellista e leghista”, di democrazia che si restringe - anzi, infeltrisce come in lavatrice; parla della stampa estera e di autorevoli firme che attaccano Giorgia Meloni e il Governo italiano. Saviano non cita quali siano le testate che si lanciano con veemenza contro il nuovo corso politico italiano, soprattutto non entra nel merito; si esprime come in quelle barzellette numerate per cui, solo citando un numero, tutti gli altri dovrebbero ridere a crepapelle.

In primo luogo, le sue affermazioni non vengono dimostrate attraverso analisi e ragionamenti. Per Saviano così è, ipse dixit! Lo fa con la medesima “autorevolezza” dei giornali italiani che concepiscono contro Giorgia Meloni e il suo Governo titoli fantasiosi, anche interviste spudoratamente false, alla stregua delle barzellette numerate che venivano raccontate all’epoca dei manicomi. Qui sta il punto.

La verità è che Saviano non sta scherzando e neppure prende in giro gli italiani. Egli è semplicemente impreparato a compiere analisi e lo dimostra ogni volta che scrive o appare, anzi se le sue fantasiose dichiarazioni sul “regime” fossero vere egli sarebbe realmente chiamato a pagare le conseguenze e invece è libero di esprimersi come vuole - la dittatura è tutt’altra cosa; crede piuttosto che le sue opinioni offensive e prive di fondamento siano sufficienti a fare breccia e a diffondersi nella testa dei suoi seguitori. Saviano è il primo a capire inconsciamente come in Italia ci sia una sinistra incolta che non legge, non studia, non ha strumenti culturali per comprendere il mondo che la circonda ed è talmente ideologizzata da limitarsi ad accettare le sue parole come oro colato. Non è quindi vero come i barbari ignoranti siano il popolo di destra che vulgata insegna, ma i “sinistri” ideologizzati che ascoltano Saviano e fanno da cassa di risonanza nell’incapacità di saper filtrare le sue parole. Lo scrittore campano è a conoscenza di tutto questo e si comporta di riflesso; egli non ha bisogno di spiegare perché nessuno glielo chiede ed è l’uomo adatto alla cultura del tempo. Non a caso, in questi giorni egli tiene molto a dare un messaggio ai suoi seguitori, cui si rivolge con la banale parola d’ordine “avere il vostro appoggio non mi fa sentire solo”. A Saviano è sufficiente esibire slogan e bugie per acculturare a modo proprio un popolo incapace di riflettere sulle sue parole. Ciò che i “sinistri” attribuiscono agli elettori di destra dovrebbe allora essere adeguatamente, semplicemente ribaltato.

L’incapacità di Saviano a compiere analisi critiche ha origini lontane. Egli è nato cronista e lo si comprende benissimo leggendo il libro che lo ha arricchito e reso popolare, di una notorietà talmente inattesa che ha trasformato il personaggio in intellettuale; ed egli si è trovato impreparato al nuovo ruolo…

Ma sotto il vestito niente! Lo dimostrano i suoi libri, tutti privi di analisi critica per trasformarli in punti di riferimento degli intellettuali veri. Dopo aver letto i suoi libri si può conoscere un fatto ma non si coglie alcun messaggio o teoria, neppure esibiscono un metodo che li rendano utili e fondamentali per la cultura e la crescita di un popolo. I suoi libri sono cronaca giornalistica (opinabile in alcune parti) e null’altro, immeritevoli di successo; assurgere Saviano alla stregua di un intellettuale è pura scelta ideologica - anche casuale, se si vuole - di chi ama gli slogan e non entra nel merito. A questa indole si sarebbero adeguate le case editrici le quali, di fronte al successo di vendita e al business, hanno favorito la metamorfosi del cronista nell’intellettuale che non è - e che mai abbia dimostrato di essere. Osservando, soprattutto ascoltando il soggetto che tutti conosciamo sarebbe utile dare anche un’occhiata, anzi esaminare la sua tesi di laurea per risalire alla genesi della sua preparazione / impreparazione a compiere analisi critiche che oggi si nota bene nei suoi scritti e nelle cose che dice. Perché Saviano non ci dà il piacere di conoscere la sua carriera universitaria e di leggere la tesi di laurea? Così, per pura curiosità…


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