Senato, Santanché: "Ribadisco di non essere stata raggiunta da avvisi di garanzia"
"Anche i giornali hanno scritto che nella mia residenza è arrivata il 17 luglio l'informazione di garanzia. Quindi in Aula ho detto la verità". Patuanelli: "Se non avessimo avuto risposte, non saremmo qui". Calenda: "Non partecipiamo al voto".
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Mercoledì 26 Luglio 2023
Roma - 26 lug 2023 (Prima Notizia 24)
"Anche i giornali hanno scritto che nella mia residenza è arrivata il 17 luglio l'informazione di garanzia. Quindi in Aula ho detto la verità". Patuanelli: "Se non avessimo avuto risposte, non saremmo qui". Calenda: "Non partecipiamo al voto".
"Non intendo entrare nel merito in quanto ho già esposto i fatti con chiarezza e trasparenza. Ribadisco che il 5 luglio non ero stata raggiunta da informazione o avviso di garanzia da parte della procura di Milano".

Lo ha detto il Ministro del Turismo, Daniela Santanché, intervenendo in Aula al Senato, in seguito alla discussione della mozione di sfiducia nei suoi confronti, presentata dal Movimento 5 Stelle.

"Anche i giornali hanno scritto che nella mia residenza è arrivata il 17 luglio l'informazione di garanzia. Quindi in Aula ho detto la verità", ha aggiunto.

"Negli interventi da parte dei rappresentanti di gruppi di opposizione non ho mai trovato critiche o censure attinenti all'esercizio delle mie funzioni di ministro. Ci possono essere diversità di opinioni, diversità che io rispetto. Ho invece qualche difficoltà a comprendere come si possa promuovere sulla base di elementi di un'inchiesta pseudo-giornalistica una mozione di sfiducia individuale che non ha come oggetto il mio operato da ministro della Repubblica. Ma che ha per oggetto dei fatti che, se verranno evidenziati, antecedenti al mio giuramento da ministro", ha concluso.

A presentare la mozione di sfiducia in Aula, per i pentastellati, è Stefano Patuanelli: "Se avessimo ricevuto le risposte che chiedevamo nel corso dell'informativa oggi non saremmo qui", dice, accusando il Ministro di "mancanza di risposte" e di "opacità".

Per Patuanelli, la mozione è una conseguenza dell'informativa del 5 luglio a Palazzo Madama. "E' evidente che la magistratura ha compiuto il suo dovere, ha scelto di secretare da ottobre dello scorso anno l'iscrizione nel registro degli indagati, la secretazione durava tre mesi e non c'è obbligo di avviso dell'iscrizione se non ci sono indagini personali. Bastava che fosse chiesto qualche giorno prima di venire a fare l'informativa", prosegue il capogruppo del M5S al Senato.

"Mi auguro di cuore che la ministra esca pulita da qualsiasi indagine, me lo auguro per il mio paese, ma le condotte hanno una disgrasia rispetto al giuramento che si fa quando si diventa ministro".

"Molte polemiche sono state fatte, anche dalle opposizioni, sulla mozione individuale nei confronti della ministra Santanchè che, secondo le critiche, ricompatterebbe il governo. La mozione è una conseguenza logica di quanto detto e non farla sarebbe stato ipocrita", aggiunge Patuanelli, per poi ricordare gli ex Ministri Toninelli, Bonafede e Speranza, tutti sfiduciati e membri di governi caduti. "Sicuramente compatta la maggioranza, ma non porta bene", conclude il senatore.

"Usciremo dall'Aula e non parteciperemo al voto, Le opposizioni erano unite nel chiedere le dimissioni, il M5s ha fatto però una fuga in avanti e il Pd ha deciso di seguirlo. Noi vogliamo le dimissioni di Santanchè ma è uno strumento sbagliato, un regalo".

Così il leader di Azione, Carlo Calenda, a margine della discussione della mozione di sfiducia verso il Ministro del Turismo, Daniela Santanché, al Senato.

"Santanchè si deve dimettere, è una questione di etica pubblica, ma fare una mozione di sfiducia sapendo di perdere può solo aiutare Meloni a tenere Santanchè e quindi diventa solo un fatto di marketing. Italia Viva ritiene debba e possa restare al governo, noi no", conclude Calenda.

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