E' programmata per domani, a Mansura, in Egitto, l'undicesima udienza per Patrick Zaki, l'ex studente, ora dottore in studi di genere all'Università di Bologna, fermato il 7 febbraio 2020 e liberato dopo 22 mesi di carcere nel dicembre del 2021.
Ora, Zaki, 32 anni, rischia 5 anni di prigione per quanto scritto in un articolo del 2019 riguardante attentati dello Stato Islamico e due presunte discriminazioni ai danni di cristiani copti, per cui è accusato di "diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese".
Lo stesso Zaki, dopo l'udienza del 9 maggio, ha sottolineato che la difesa ha consegnato tutte le carte al Giudice monocratico Corte della Sicurezza dello Stato, per cui, in linea teorica, non ci sono ragioni per rinviare il pronunciamento della sentenza, che è inappellabile.
Tuttavia, in passato, i giudici che si sono avvicendati nella conduzione del processo a suo carico, hanno spesso smentito le attese della vigilia. Considerando, inoltre, che si è lauerato da remoto il 5 luglio, è possibile che Zaki sia ancora nell'elenco delle persone a cui è proibito lasciare l'Egitto.
Anche all'udienza di domani dovrebbero partecipare alcuni diplomatici stranieri, che seguono il processo per un programma di monitoraggio europeo e su invito dell'Ambasciata italiana al Cairo.
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