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- Roma - Lunedì 6 Luglio 2026
Assegno unico di luglio, chi perderà fino a oltre 1.000 euro: stop agli arretrati. Come uscire dall'importo minimo
L'Assegno unico di luglio penalizza chi non ha aggiornato l'Isee entro il 30 giugno, perdendo arretrati da marzo a giugno.
L'Assegno unico di luglio porta con sé una brutta sorpresa per molte famiglie. In vista dei pagamenti previsti il 20 e 21 luglio, scatta infatti una novità importante per chi non ha aggiornato in tempo la propria situazione economica: gli arretrati relativi ai mesi da marzo a giugno sono ormai definitivamente persi. La scadenza decisiva era quella del 30 giugno. Entro quella data i beneficiari dovevano presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica, la Dsu necessaria per ottenere l'Isee aggiornato e permettere all'Inps di calcolare l'importo dell'Assegno unico sulla base dell'effettiva condizione economica e patrimoniale del nucleo familiare. Chi non ha rispettato il termine continuerà comunque a ricevere il contributo. Il diritto all'Assegno unico, dunque, non viene cancellato. A essere perso è però il conguaglio delle mensilità già pagate al minimo nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno.
Addio agli arretrati da marzo a giugno
Per comprendere cosa cambia, bisogna partire dal meccanismo dell'Assegno unico. In assenza di un Isee aggiornato, da marzo l'Inps ha continuato a versare la prestazione, ma riconoscendo soltanto l'importo minimo previsto. Chi ha presentato la Dsu entro il 30 giugno ha conservato il diritto al ricalcolo delle somme spettanti e al recupero della differenza tra quanto ricevuto e quanto dovuto in base al nuovo Isee. Superata quella data, invece, la retroattività è venuta meno. Questo significa che chi presenta la Dsu soltanto ora non potrà più recuperare le somme non ricevute nei quattro mesi precedenti. L'assegno continuerà a essere pagato, ma marzo, aprile, maggio e giugno resteranno definitivamente calcolati sulla cifra minima.
Quanto si può perdere senza l'Isee aggiornato
Le cifre possono essere molto pesanti, soprattutto per le famiglie con Isee basso e più figli a carico. Nel caso di un nucleo con un solo figlio minorenne, la differenza tra l'importo minimo e quello spettante sulla base di una situazione economica particolarmente bassa può superare i 100 euro al mese. Moltiplicato per i quattro mesi da marzo a giugno, il mancato conguaglio può quindi tradursi in una perdita superiore ai 400 euro. La somma cresce rapidamente in presenza di due figli minorenni. In questo caso, la differenza rispetto all'importo minimo può superare complessivamente i 300 euro al mese, facendo salire la perdita per le quattro mensilità non più recuperabili a oltre 1.200 euro. Per le famiglie numerose, in particolare quelle con almeno tre figli e un Isee basso, il danno economico può essere ancora maggiore. Alle quote base dell'Assegno unico si aggiungono infatti le maggiorazioni previste dalla normativa e la perdita degli arretrati può superare i 1.500 euro.
Un figlio, la perdita può arrivare a 572 euro
Alcune simulazioni aiutano a capire meglio quanto può costare la mancata presentazione della Dsu entro la scadenza. Una famiglia con un figlio minorenne e un Isee fino a circa 17.000 euro può avere diritto a un Assegno unico di circa 201 euro al mese. Senza un Isee aggiornato, invece, l'importo scende a circa 58 euro. La differenza è dunque di 143 euro ogni mese. Considerando marzo, aprile, maggio e giugno, il mancato recupero può arrivare complessivamente a 572 euro. Si tratta di una somma ormai non più conguagliabile per chi ha lasciato trascorrere il termine del 30 giugno senza presentare la nuova Dsu.
Due figli, si possono perdere più di 1.100 euro
L'impatto è ancora più forte per le famiglie con due figli minorenni. Con un Isee fino a circa 17.000 euro, l'importo complessivo dell'Assegno unico può raggiungere circa 402 euro al mese. Senza un'attestazione aggiornata, però, il nucleo riceve soltanto la quota minima, pari a circa 116 euro. La distanza tra le due cifre è di 286 euro al mese. Nei quattro mesi compresi tra marzo e giugno, la perdita complessiva arriva quindi a 1.144 euro. Anche in questo caso, presentando la Dsu dopo la scadenza non sarà più possibile chiedere all'Inps di ricalcolare le mensilità già liquidate.
Con tre figli si possono superare i 1.700 euro
Le cifre diventano ancora più alte per i nuclei numerosi. Una famiglia con tre figli minorenni e un Isee basso può arrivare a ricevere una quota base di circa 603 euro al mese, alla quale possono aggiungersi le maggiorazioni previste per determinate condizioni familiari. Senza un Isee valido, l'importo minimo complessivo si ferma invece a circa 174 euro. La differenza è dunque di almeno 429 euro al mese. Calcolata sulle quattro mensilità da marzo a giugno, la somma non più recuperabile arriva a 1.716 euro. A questa cifra potrebbero inoltre aggiungersi ulteriori importi legati alle maggiorazioni che sarebbero spettate alla famiglia.
Come non ricevere più soltanto l'importo minimo
Per chi non ha rispettato la scadenza del 30 giugno, però, non tutto è perduto. È ancora possibile presentare la Dsu e ottenere un Assegno unico calcolato sulla base dell'Isee aggiornato. Quello che cambia è la decorrenza del nuovo importo. Dopo il 30 giugno, infatti, viene meno la possibilità di ottenere il ricalcolo retroattivo delle mensilità precedenti. La nuova cifra spettante sarà riconosciuta soltanto a partire dal mese successivo a quello in cui viene presentata la dichiarazione. Gli importi già versati resteranno invece invariati. In pratica, chi trasmette la Dsu nel mese di luglio continuerà a ricevere a luglio l'importo minimo. L'Assegno unico ricalcolato sulla base dell'Isee aggiornato arriverà soltanto da agosto. La cosa più importante, dunque, è presentare la Dsu il prima possibile. Ritardare ancora significa continuare a ricevere la quota minima e rimandare ulteriormente il momento in cui l'Inps inizierà a versare l'importo effettivamente spettante in base alla situazione economica della famiglia.
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