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- Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026, 10:00
Carburanti, listini in calo: la benzina scende sotto i 2,1 euro
Effetto "price cap" concordato tra Governo e compagnie petrolifere. Risparmi fino a 6,6 euro a pieno ma i consumatori chiedono un taglio più deciso delle accise. Allarme della Cna: "Per i camion rincari di 2mila euro in più al mese".
Nuova battuta d'arresto per i listini dei carburanti sulla rete nazionale. Stando alle rilevazioni dell'Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), la media del prezzo del servito e del "self service" torna a respirare: la verde scende a 2,084 euro al litro (contro i 2,111 euro del giorno precedente), mentre il diesel arretra a 2,285 euro al litro (da 2,316 euro).
La flessione risulta ancora più marcata sulle tratte autostradali, dove la benzina self si attesta a 2,122 euro al litro e il gasolio a 2,328 euro. "La progressiva diminuzione dei prezzi dei carburanti che si sta registrando da lunedì fa seguito alla decisione delle compagnie Eni, Ip e Q8 di accogliere l'appello del Governo e di applicare un 'price cap' a benzina e diesel alla pompa.
Il taglio sta determinando un ampliamento del divario dei prezzi rispetto a quelli delle compagnie che ancora non hanno introdotto la misura", si legge in una nota ufficiale del Mimit.
Sull'efficacia della stretta governativa è intervenuto anche il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, nel corso di un confronto con la giunta esecutiva di Confartigianato: "Il nostro presidente del consiglio si è speso molto con le compagnie petrolifere. Il risultato è sicuramente apprezzabile, anche se forse una parte della politica non è d'accordo ma ha fatto in modo che si ottenesse il risultato di abbassare il prezzo del carburante, benzina e gasolio. Ha iniziato l'Eni poi IP, Q8, ora tutti si stanno adeguando. E questo nel rispetto del principio della libera concorrenza".
Commentando le sollecitazioni dell'opposizione, Leo ha poi aggiunto: "Dicono: tassate gli extra profitti ma questo è un intervento sugli extra profitti".
Nonostante le flessioni, le associazioni dei consumatori mantengono un atteggiamento prudente. Il Codacons evidenzia come in soli quattro giorni i prezzi sulla rete autostradale siano diminuiti di oltre 13 centesimi al litro, traducendosi in un alleggerimento della spesa di circa 6,6 euro per un pieno da 50 litri (4,6 euro per il diesel e 3,75 per la verde sulla rete ordinaria), ma ricorda la vicina scadenza del taglio temporaneo delle accise prevista per il 5 ottobre.
Di parere analogo l'Unione Nazionale Consumatori: "Finalmente anche nella rete stradale il gasolio scende sotto la soglia monstre di 2,3 euro al litro e la benzina sotto 2,1. In ogni caso la riduzione maggiore dal 27 settembre a oggi si è avuta in autostrada", ha osservato il presidente Massimiliano Dona. "Insomma, qualcosa si muove, ma certo non basta. Dobbiamo ricordarci, infatti, che stando ai prezzi di oggi, il gasolio lo paghiamo in autostrada ancora più di 50 cent al litro rispetto al 27 febbraio, ossia prima dell'attacco in Iran, pari a oltre 25 euro per un pieno. Per questo attendiamo una svolta da parte del Governo che finalmente dovrebbe come minimo quadruplicare il taglio delle accise a partire dal 6 ottobre altrimenti l'inflazione che già ieri ha preso il volo darà il colpo di grazia alle famiglie".
Particolarmente critico resta infine il bilancio per il settore della logistica e del trasporto merci. La Cna di Roma lancia l'allarme sui costi di gestione delle aziende del Lazio, costrette a sostenere rincari medi di oltre 2mila euro al mese per ciascun mezzo pesante rispetto all'inizio dell'anno. "Nonostante il price cap introdotto da Eni e Ip, la situazione è ormai fuori controllo," ha denunciato Roberto Orlandi, presidente di Cna Roma. "Le aziende stanno subendo un rincaro che sfiora il 50%, un aggravio insostenibile specialmente per le imprese più piccole, che operano con margini di profitto ridotti e hanno una minore forza contrattuale. L'impossibilità di trasferire questi costi sui contratti di committenza si traduce in una condanna a viaggiare in perdita, bruciando liquidità fino all'inevitabile chiusura". L'associazione ha richiesto l'apertura immediata di un tavolo di crisi istituzionale, lo sblocco dei crediti d'imposta e l'applicazione obbligatoria del "fuel surcharge" in tutti i contratti di trasporto.
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