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  • Melbourne - Sabato 17 Ottobre 2026, 11:50

Vancouver, il cuore italiano del Canada si ritrova

L’InterCom.It.Es. accende il dialogo tra comunità e istituzioni Due giornate per mettere in comune esperienze, ascoltare le esigenze dei connazionali e rafforzare il legame con l’Italia.

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di Lara Pisoni da Melbourne

Attorno allo stesso tavolo, i rappresentanti dei Com.It.Es., la rete diplomatico-consolare e i parlamentari eletti all’estero. VANCOUVER – Ci sono incontri che vanno oltre il calendario degli appuntamenti istituzionali. Occasioni nelle quali, dietro le strette di mano, gli interventi ufficiali e il confronto sui problemi concreti, emerge qualcosa di più profondo: il senso di appartenenza a una comunità che, pur vivendo a migliaia di chilometri dall’Italia, continua a guardare alla patria come a una parte essenziale della propria identità. È questo lo spirito con cui Vancouver ha ospitato,  l’incontro InterCom.It.Es., riunendo attorno a un tavolo i rappresentanti dei Comitati degli Italiani all’estero di Vancouver, Toronto e Montreal, esponenti della rete diplomatico-consolare e rappresentanti istituzionali. Due giornate di confronto su come rendere sempre più forte, concreto ed efficace il rapporto tra gli italiani all’estero e le istituzioni che li rappresentano? La risposta passa dall’ascolto, dalla collaborazione e dalla capacità di trasformare le esigenze delle comunità in proposte, iniziative e percorsi condivisi. Tre città, una sola comunità. Da Vancouver a Toronto, passando per Montreal, la presenza italiana in Canada racconta storie diverse, ma conserva un filo comune. Ci sono le famiglie che hanno costruito una nuova vita oltreoceano, le generazioni nate in Canada che custodiscono cognomi, tradizioni e legami familiari italiani, ma anche i giovani professionisti, gli studenti e i nuovi arrivati che continuano ad alimentare il rapporto tra i due Paesi. È un’Italia plurale, in movimento, che non si esaurisce nella memoria dell’emigrazione storica. È una comunità che cambia, si rinnova e cerca nuovi strumenti per partecipare alla vita pubblica, mantenendo vivo il dialogo con le proprie radici.

In questo scenario, il confronto tra i Com.It.Es. assume un significato particolare. Le distanze geografiche e le specificità dei diversi territori rendono necessario condividere esperienze, individuare priorità comuni e costruire una rete capace di valorizzare il lavoro svolto localmente.

L’incontro di Vancouver si inserisce proprio in questa prospettiva: fare della collaborazione non soltanto un principio istituzionale, ma uno strumento concreto al servizio dei cittadini. Il dialogo con le istituzioni, oltre le formalità. Tra i partecipanti all’appuntamento figuravano l’ambasciatore d’Italia in Canada, Alessandro Cattaneo, la senatrice Francesca La Marca e il deputato Christian Di Sanzo, insieme a rappresentanti consolari e degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero. La loro presenza ha dato rilievo al confronto tra le comunità e le istituzioni, sottolineando quanto sia importante mantenere aperti canali di comunicazione diretti con chi vive quotidianamente le realtà locali.

Per gli italiani residenti in Canada, infatti, il rapporto con le istituzioni non è una questione astratta. Riguarda servizi consolari, informazione, partecipazione, tutela dei diritti, opportunità per le nuove generazioni e possibilità di mantenere un legame vivo con il Paese d’origine. È su questo terreno che il ruolo dei Com.It.Es. diventa particolarmente significativo: raccogliere istanze, dare voce alle comunità e contribuire a costruire un dialogo che non si interrompa con la conclusione di una riunione. La rappresentanza, del resto, non si misura soltanto negli incontri ufficiali, ma nella capacità di restare vicini alle persone, intercettarne i bisogni e accompagnare le trasformazioni della collettività.

L’italianità che cambia senza perdere le proprie radici Il volto degli italiani in Canada è profondamente cambiato nel corso dei decenni. Accanto alla memoria dei pionieri e al patrimonio culturale delle comunità storiche, si affacciano nuove esperienze migratorie, percorsi professionali internazionali e identità che intrecciano quotidianamente cultura italiana e vita canadese. Le associazioni, le iniziative culturali, le scuole, le famiglie e le reti di relazione continuano a svolgere un ruolo importante nel trasmettere lingua, tradizioni e conoscenza dell’Italia.

Ma custodire le radici non significa soltanto conservare il passato: significa anche trovare modi nuovi per renderle significative per chi è cresciuto lontano dalla Penisola. È una sfida che riguarda da vicino anche gli organismi di rappresentanza. Parlare alle nuove generazioni, favorire la partecipazione e comprendere le esigenze di una comunità sempre più diversificata richiede ascolto, capacità di innovazione e collaborazione tra territori.

Per questo, il dialogo tra i Com.It.Es. non è soltanto un esercizio organizzativo. È anche un investimento sul futuro della presenza italiana in Canada. Dalle parole alle prospettive future. E Vancouver ha offerto un’occasione per rafforzare i rapporti tra i rappresentanti delle comunità italiane e le istituzioni, mettendo in evidenza l’importanza di una collaborazione stabile e di una maggiore condivisione delle esperienze. La sfida sarà mantenere vivo questo dialogo anche dopo il ritorno alle rispettive città, affinché le riflessioni maturate possano tradursi in iniziative utili e risposte concrete alle esigenze dei connazionali. In un Paese vasto come il Canada, dove le comunità italiane hanno storie e caratteristiche differenti, fare rete significa superare le distanze senza cancellare le peculiarità locali. Significa riconoscere che ogni territorio ha le proprie necessità, ma che molti obiettivi possono essere perseguiti più efficacemente attraverso il lavoro comune. Vancouver, per due giornate, è stata così un punto d’incontro tra esperienze, responsabilità istituzionali e visioni del futuro. Perché l’Italia all’estero non è soltanto una questione di origini o di memoria. È una realtà viva, fatta di persone, relazioni, aspettative e nuove opportunità. E il suo futuro dipende anche dalla capacità di mantenere aperto quel ponte che unisce chi vive lontano alla comunità nazionale. Un ponte che, da Vancouver, attraversa il Canada e continua a guardare verso l’Italia.

 

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