
- Prima Notizia 24
- Milano - Lunedì 5 Ottobre 2026, 12:25
Femminicidio di Pamela Genini, Soncin parla in aula: "Comprendo il peso delle mie azioni, assumo le mie responsabilità"
Prima dichiarazione e sorta di confessione per il 52enne a processo a Milano per l'omicidio della fidanzata. Le scuse alla famiglia della vittima: "So che il perdono non si può pretendere, ma il suo ricordo resterà indelebile".
Dichiarazioni spontanee e una prima forma di ammissione di colpa davanti ai giudici del Tribunale di Milano. Gianluca Soncin, il 52enne a processo con l'accusa di omicidio pluriaggravato per la morte della fidanzata Pamela Genini, ha preso la parola in aula per chiedere scusa alla famiglia della giovane donna, uccisa nell'ottobre 2025.
Affiancato dai propri legali, l'imputato ha letto poche righe scritte a mano su un foglio, affidando alla Corte le sue parole a voce bassa: "In questo momento di grande dolore e profonda tristezza porgo le mie scuse alla famiglia di Pamela. Da quel giorno le nostre vite sono profondamente cambiate. So che il perdono non si può pretendere. Comprendo il peso delle mie azioni e il ricordo di Pamela resterà indelebile nei nostri cuori".
L'uomo ha poi concluso il proprio intervento ribadendo la volontà di non sottrarsi alle valutazioni della magistratura: "Non mi resta che assumermi fino in fondo le conseguenze per il dolore che ho causato con senso di responsabilità".
Secondo la ricostruzione della Procura, la sera del 14 ottobre 2025 Soncin si sarebbe introdotto nell'appartamento milanese della giovane in via Iglesias utilizzando un duplicato delle chiavi, per poi aggredirla con 76 fendenti sferrati tra il terrazzino e l'interno dell'abitazione mentre la vittima si trovava al telefono.
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