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  • Roma - Mercoledì 30 Settembre 2026, 15:40

Fiammata dell'inflazione a settembre: l'indice vola al 4,2%, massimo da tre anni. Tensione su gas e carburanti

La stima provvisoria Istat certifica il balzo guidato dai beni energetici (+22,3%). Rincari a catena anche in Germania (+3,3%), mentre frenano i prezzi negli USA. Il governo monitora la rete con il "price cap" delle compagnie, ma i consumatori attaccano: "Una stangata fino a 1.900 euro a famiglia".

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L'autunno si apre con un'improvvisa e marcata accelerazione della dinamica dei prezzi al consumo in Italia. Stando alle stime preliminari diffuse dall'Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic) ha registrato a settembre un incremento dello 0,7% su base mensile e un balzo del 4,2% su base annua, in netta crescita rispetto al +3,3% rilevato nel mese di agosto.

Per ritrovare un valore tendenziale più elevato occorre risalire al settembre del 2023, quando la variazione toccò il 5,3%.

A determinare la spinta inflazionistica è ancora una volta il comparto dei beni energetici, la cui crescita annua è passata dal 17,1% di agosto al 22,3%. Nel dettaglio, la componente regolamentata — che recepisce le tariffe di energia elettrica e gas sul mercato tutelato — fa segnare un incremento del 25,9% (con la sola voce del gas di città balzata del 47,2% su base tendenziale e dell'11,6% in un solo mese), mentre il segmento non regolamentato sale al 22,2%.

In questa voce pesa la fiammata dei carburanti: il gasolio per i mezzi di trasporto registra un aumento del 34,9% rispetto allo scorso anno, a fronte del +21,8% stimato per la benzina.

L'impatto dei rincari inizia a trasmettersi al carrello della spesa e ai servizi. L'alimentare nel suo complesso accelera dall'1,0% all'1,8%, spinto dai prodotti non lavorati (+5,5%, con ortaggi e legumi a +8,4%), mentre l'inflazione di fondo, calcolata al netto di energetici ed alimentari freschi, sale dall'1,5% all'1,7%.

L'andamento dei prezzi condiziona negativamente il clima di fiducia rilevato dall'Istat, in flessione sia tra i consumatori (da 94,5 a 91,2) sia tra le imprese (da 97,0 a 95,9).

Per fronteggiare le tensioni sui distributori, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha rilevato che la media nazionale in modalità self service si attesta a 2,111 euro al litro per la benzina e 2,316 per il gasolio. Il Mimit rileva tuttavia un "consistente divario" sui punti vendita di Eni, Ip e Q8 che hanno aderito all'applicazione di un "price cap" volontario, praticando listini calmierati a 1,99 euro al litro per la verde e 2,19 euro per il diesel.

Il quadro inflazionistico mostra andamenti divergenti su scala internazionale. In Germania l'Ufficio federale di statistica segnala una salita dell'indice al 3,3% (dal 2,9% di agosto), livello massimo da fine 2023 e superiore alle attese degli analisti, per effetto dei prezzi del carburante. Negli Stati Uniti giungono invece segnali di raffreddamento: l'indice Pce core di agosto, il parametro di riferimento per la Federal Reserve, si è attestato al 3,0%, in calo dal 3,3% del mese precedente.

La fiammata dei listini ha sollevato la dura reazione delle associazioni di tutela dei consumatori. Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, ha parlato di "prezzi roventi" e di un "autunno caldo" ampiamente previsto, aggiungendo: "Il mancato intervento del governo per contenere il caro bollette di famiglie e imprese e il pannicello caldo usato contro il caro carburanti hanno prodotto i loro effetti nefasti, infiammando sempre più la spirale inflazionistica che sta andando sempre più fuori controllo, trasformandosi in una stangata sia per i ceti meno abbienti che per il ceto medio sempre più in difficoltà. In media per una famiglia l'inflazione al 4,2% significa un aumento del costo della vita di 1.108 euro su base annua, dei quali 445 euro solo per Abitazione, elettricità e gas".

Un'analisi condivisa dal Codacons, secondo cui il tasso al 4,2% equivale a un aggravio di spesa da 1.389 euro all'anno per la famiglia tipo, destinato a salire fino a 1.918 euro per un nucleo con due figli: "Purtroppo, come avevamo previsto, la situazione di emergenza nel settore dell'energia e dei carburanti sta determinando rincari a cascata in tutti i settori, e il governo farebbe bene a intervenire con urgenza per ridurre gli effetti della stangata".

Un appello ripreso anche da Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti: "L'allarme prezzi non riguarda più solo l'energia e si estende anche agli alimentari i cui listini al dettaglio a settembre tornano a rialzare la testa. Ai prezzi correnti, una famiglia con due figli solo per bere e mangiare si ritrova a spendere 185 euro in più all'anno. La situazione è sempre più critica e rischia di peggiorare nelle prossime settimane, e per questo invitiamo il governo a mettere la questione dei prezzi al centro della propria agenda".

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