
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026, 14:05
Francia sotto scacco per la rivolta degli studenti: incendi negli istituti e presidi aggrediti, il governo convoca un vertice di crisi
A Marsiglia un dirigente scolastico e i suoi collaboratori vengono cosparsi di benzina, a Nantes e Rouen scuole in fiamme. Bloccati i trasporti in diverse città e annullate le uscite dei ministri mentre i fermi salgono a centinaia.
Ondata di violenze e disordini senza precedenti negli istituti scolastici della Francia, dove la mobilitazione studentesca promossa dalle principali sigle sindacali è degenerata in guerriglia urbana.
La situazione è precipita nelle ultime ore, spingendo il primo ministro Sébastien Lecornu a convocare d'urgenza un vertice interministeriale di crisi presso la sede del ministero dell'Interno a Parigi e ad annullare tutti gli spostamenti ufficiali dei membri dell'Esecutivo fino a lunedì.
Gli episodi più gravi si registrano a Marsiglia, dove il preside del liceo Victor Hugo, insieme al suo vice, alla segretaria generale e a un altro dirigente, è stato brutalmente aggredito e cosparso di benzina all'interno dell'edificio da un gruppo di manifestanti. Sempre nella città provenzale, un mezzo dei vigili del fuoco è stato circondato e dato alle fiamme nei pressi del liceo Saint-Exupéry, costringendo l'azienda dei trasporti RTM a sospendere l'intera rete di autobus, tram e metropolitane a causa delle continue aggressioni ai conducenti.
Tensione altissima anche nel nord del Paese: ad Auchel, nel Pas-de-Calais, il preside del liceo Degrugillier è finito in ospedale dopo essere stato colpito all'orecchio da un razzo pirotecnico, mentre a Rouen la prefettura ha segnalato il ferimento di altri due dirigenti scolastici e roghi imponenti davanti al liceo Blaise-Pascal.
Le proteste, nate per rivendicare la copertura dei posti dei docenti assenti, l'aumento dei fondi e il restauro delle strutture scolastiche, vedono la partecipazione attiva dell'Union syndicale lycéenne e l'appoggio di associazioni come Fage, Union étudiante e Unef.
Il movimento, estesosi ormai dai licei ai campus universitari, conta oltre 350 istituti coinvolti in tutto il Paese e un bilancio tragico: le forze dell'ordine hanno già eseguito oltre seicento fermi, mentre si contano circa duecento feriti tra personale scolastico, studenti e agenti di polizia.
In diverse aree, tra cui Strasburgo, le autorità locali hanno vietato la vendita di carburante in taniche e fuochi d'artificio, interrompendo le linee dei trasporti per limitare gli spostamenti dei gruppi più radicali.
Durissima la reazione del ministro dell'Istruzione, Edouard Geffray, che su X ha denunciato violenze di estrema gravità che vanno ben oltre il diritto alla protesta: "Un liceo incendiato, personale cosparso di benzina, un bilancio dei feriti che si aggrava: le violenze commesse da questa mattina nei pressi dei licei sono di estrema gravità. Esse vanno ben oltre la sola questione della scuola. Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti", ha dichiarato il ministro. Geffray ha assicurato che i responsabili saranno perseguiti e ha autorizzato i presidi ad attivare immediatamente la didattica a distanza negli istituti danneggiati o bloccati, così da garantire la continuità scolastica e la sicurezza degli studenti.
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