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  • Roma - Martedì 6 Ottobre 2026, 13:00

Gasolio, addio allo sconto sulle accise: scattano i primi rincari alla pompa

Manca il decreto Mase-Mef sulle accise mobili ed Eni adegua i listini. Insorgono i consumatori: Codacons, Adusbef e Unc denunciano il mancato rinnovo dello sconto fiscale e calcolano rincari fino a 3 euro a pieno.

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Scatta da oggi l'aumento delle accise sul gasolio, che rincarano di 6,1 centesimi al litro per effetto del mancato rinnovo dello sconto fiscale finora in vigore e dell'assenza del decreto interministeriale Mase-Mef, necessario per attivare il meccanismo delle accise mobili attraverso l'extragettito Iva.

Una misura attesa fin dai primi provvedimenti varati a marzo in seguito alla crisi geopolitica Usa-Iran, ma che non è comparsa in Gazzetta Ufficiale.

A fronte del quadro normativo, Eni ha precisato che il proprio "price cap" sui carburanti resta operativo ma non può assorbire il ripristino dell'aliquota fiscale, in quanto le tariffe applicate erano direttamente correlate all'agevolazione statale. Di conseguenza, il prezzo del gasolio praticato dalla società energetica sale da 2,19 a 2,25 euro al litro, mentre la benzina resta invariata a 1,99 euro.

Durissima la reazione delle associazioni dei consumatori, che vedono interrompersi il trend di ribassi dei giorni scorsi. "Come previsto dal Codacons, lo stop al taglio delle accise sul gasolio ha portato ai primi rialzi per il gasolio sulla rete stradale, interrompendo l'ondata di ribassi registrata negli ultimi giorni dopo gli sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil", denuncia il Codacons.

"Il prezzo medio del gasolio segna una inversione di tendenza salendo oggi sulla rete ordinaria a 2,244 euro al litro dai 2,242 euro di ieri, mentre sulle autostrade il prezzo medio è di 2,267 euro al litro (2,266 euro/litro ieri), ritocchi al rialzo che si registrano nonostante sconti e price cap avviati dai marchi petroliferi e che rappresentano un segnale negativo per gli automobilisti. E sul fronte delle accise il governo sembra non mantenere le promesse.

L'esecutivo aveva infatti annunciato l'applicazione del meccanismo delle accise mobili a partire dal 6 ottobre, ma ancora non si vede l'atteso decreto interministeriale Mase-Mef, con la conseguenza che per la prima volta dallo scorso marzo gli italiani non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti, e possono fare affidamento solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere".

Sui costi effettivi per le famiglie si concentra l'analisi dell'Adusbef. "Con la fine dello sconto fiscale da 6,1 centesimi di euro al litro un pieno di gasolio costerà agli italiani 3,05 euro in più, garantendo alle casse statali entrate aggiuntive per 220 milioni di euro fino a fine anno", calcola l'associazione. "A partire da oggi il rialzo della tassazione sul diesel determinerà una maggiore spesa da 3,05 euro su un pieno da 50 litri, a tutto beneficio delle casse statali che, considerando le vendite medie giornaliere di gasolio su strade e autostrade, grazie all'addio allo sconto fiscale registreranno maggiori entrare da circa 220 milioni di euro da qui a fine anno", sottolinea il presidente Antonio Tanza, definendo "errata" la scelta di non destinare l'extragettito Iva al calo dei prezzi in una fase di ripresa dell'inflazione.

Critiche severe giungono infine dall'Unione Nazionale Consumatori. "Il tradimento del Governo, che a differenza di quanto promesso dalla premier il 16 settembre non ha ancora fatto scattare il sistema delle accise mobili, ha prodotto i suoi primi effetti negativi, invertendo una discesa virtuosa dei prezzi dei carburanti che durava dal 27 settembre, dopo la prima decisione delle compagnie petrolifere di applicare uno sconto", afferma il presidente Massimiliano Dona.

"Per ora il rialzo è minimo, 5 cent per un pieno di gasolio da 50 litri in autostrada e 10 cent nelle strade normali secondo le medie Mimit, ma il fatto grave è che la benzina invece cala e molto di più: 40 cent a rifornimento in autostrada e 25 cent nella rete stradale. Quindi vuol dire che se lo sconto di 5 cent sul gasolio fosse stato mantenuto anche il gasolio sarebbe sceso. Insomma, il conto che sono costretti a pagare gli automobilisti traditi è dato dal divario tra i due andamenti".

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