
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026, 15:00
Inflazione, Ue a Meloni: "Abbiamo già concesso maggiore flessibilità"
L'Esecutivo comunitario frena sulle richieste inviate da Roma e Praga per ammorbidire i parametri su deficit e debito in vista dell'Ecofin: "Stiamo valutando i contributi, ma gli spazi di manovra ci sono già".
"Abbiamo ricevuto la lettera congiunta della presidente del Consiglio Meloni e del premier Babis e la stiamo esaminando". A dirlo è stata la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, durante il consueto incontro con la stampa a Bruxelles, intervenendo sulla richiesta di nuova flessibilità avanzata dall'Italia di fronte ai recenti rincari.
"È prassi normale, in vista del Consiglio europeo che si terrà tra due settimane, ricevere contributi, idee e suggerimenti dagli Stati membri; li stiamo quindi valutando e le discussioni proseguiranno in sede di Consiglio europeo", ha spiegato, ponendo tuttavia un chiaro paletto alle istanze dei governi: "Tuttavia, abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri".
La presa di posizione della Commissione arriva in risposta all'iniziativa diplomatica promossa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal premier ceco Andrej Babiš. La premier italiana ha infatti inviato una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per sollecitare nuovi margini finanziari diretti a "sostenere famiglie e imprese" a fronte dell'impennata dei prezzi. L'obiettivo dell'Esecutivo è trasferire il dibattito sul tavolo del prossimo Ecofin, chiedendo che l'impatto dell'inflazione venga formalmente tenuto in considerazione "nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito".
L'azione di Roma e Praga nasce dall'accelerazione dell'indice dei prezzi al consumo, salito a settembre 2026 al 4,2% e tornato sui livelli più alti registrati dal settembre 2023, nello scenario di nuove tensioni geopolitiche e sui mercati energetici.
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