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  • Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026, 13:55

Legge elettorale, la maggioranza supera il primo scoglio a Montecitorio: respinte le pregiudiziali delle opposizioni

L'Aula della Camera boccia i ricorsi costituzionali delle minoranze con 229 voti contrari e 151 favorevoli.

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La maggioranza parlamentare supera senza intoppi la prima prova d'Aula alla Camera sul disegno di legge di riforma della legge elettorale. L'Assemblea di Montecitorio ha infatti respinto, attraverso un voto unico e a scrutinio segreto, le cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dai gruppi d'opposizione, registrando 229 voti contrari e 151 favorevoli.

A guidare il fronte delle obiezioni costituzionali è stato il leader di Più Europa, Riccardo Magi, che durante la presentazione del testo ha attaccato duramente l'impianto della misura: "Questa legge elettorale è un atto di prepotenza del governo che impedisce il gioco democratico. Lasciate che siano i cittadini a scegliere e invece il gioco della governabilità vi spinge a voler governare anche il risultato delle elezioni in anticipo", ha scandito in Aula. Magi ha inoltre sollevato riserve di natura istituzionale sull'indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio, definendola "non una indicazione politica, è un vincolo giuridico ed è oggettivamente una lesione dei poteri del capo dello Stato".

Con il superamento dei ricorsi preliminari si delinea ora il calendario dei lavori per i prossimi giorni. Stando alle indicazioni emerse dalla Conferenza dei capigruppo, l'esame del provvedimento nel testo modificato dal Senato entrerà nel vivo da lunedì 5 ottobre, giornata in cui il governo dovrebbe porre tre questioni di fiducia rispettivamente sugli articoli 1 e 2 — riscritti a Palazzo Madama con il reinserimento delle preferenze — e sull'articolo 3, relativo ai collegi del Trentino-Alto Adige.

Nessuna fiducia è invece prevista per l'articolo 8, riguardante l'estensione del voto fuori sede ai caregiver, misura approvata con convergenza bipartisan.

Chiusa la fase degli ordini del giorno, il voto finale a scrutinio segreto sul testo complessivo dovrebbe svolgersi tra il 7 e l'8 ottobre.

Proprio la prospettiva del voto segreto ha spinto la presidenza della Camera ad alzare il livello di attenzione e ad adottare misure organizzative rigorose. Per scongiurare il ripetersi di quanto accaduto lo scorso luglio — quando la presenza di collaboratori nelle tribune e le segnalazioni su presunte 'vedette' incaricate di monitorare le espressioni di voto sfociarono in polemiche formali — la tribuna centrale sarà riservata esclusivamente alla stampa parlamentare. Gli staff dei gruppi potranno accedere solo alle tribune laterali previa firma di un codice di autoregolamentazione che vieta riprese o fotografie dei lavori d'Aula, mentre tra i banchi di Montecitorio la tensione resta alta attorno all'incognita dei possibili franchi tiratori.

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