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- Roma - Giovedì 29 Ottobre 2026, 16:15
Unione Europea, divieto social per i minori: Bruxelles congela per 12 mesi le leggi nazionali
Portavoce della Commissione: “Evitare la frammentazione del mercato unico. Focus sui negoziati per l'EU Kids Act e applicazione rigorosa del Dsa”.
La Commissione Europea blocca momentaneamente le iniziative dei singoli Stati membri in materia di accesso dei minori ai social network. L'esecutivo comunitario ha disposto una sospensione di 12 mesi per tutti i progetti di legge nazionali che si sovrappongono alle future regole europee, con l'obiettivo di garantire un quadro normativo unico in tutta l'Unione.
A chiarire la posizione di Bruxelles è stato il portavoce della Commissione Thomas Regnier, intervenendo a margine del parere atteso sulla proposta di legge presentata dall'Austria per vietare l'utilizzo dei social media agli under 14: "La Commissione ha deciso di rinviare di 12 mesi qualsiasi progetto di legge nazionale che si sovrapponga alle future norme armonizzate, ritenendolo fondamentale per evitare una frammentazione del nostro mercato interno. Per salvaguardare il lavoro dei nostri co-legislatori, dobbiamo ora concentrarci sui negoziati relativi all'EU Kids Act e garantire un'efficace applicazione delle nostre norme".
Regnier ha spiegato che la Commissione ha ricevuto notifiche relative a progetti di legge da diversi Paesi, tra cui Italia, Slovenia, Belgio, Francia e la stessa Austria. La proliferazione di interventi isolati rischierebbe di compromettere la tenuta delle regole comunitarie: "Non intendiamo frammentare il mercato unico", ha ribadito il portavoce, ricordando come la presenza di "età diverse e leggi diverse nei diversi Stati membri" renderebbe "quasi impossibile" per le piattaforme rispettare le regole, portando al rischio di restare "privi di qualsiasi livello di tutela".
Rispondendo ai dubbi sulle possibili carenze di protezione per i giovanissimi durante la fase di stallo normativo, il portavoce ha assicurato che la transizione verso l'EU Kids Act sarà presidiata dagli strumenti già operativi previsti dal Digital Services Act: "Vogliamo garantire che le piattaforme - che sono, di fatto, i soggetti che arrecano danno ai nostri minori - si assumano le proprie responsabilità; faremo in modo che ne rispondano, affinché nel frattempo tutti i minori siano adeguatamente tutelati".
In merito ai provvedimenti già avviati in Francia e Grecia, Regnier ha precisato l'esistenza di "alcune lievi differenze" sul piano giuridico e procedurale rispetto all'iter austriaco, poiché per tali Paesi i termini di sospensione europei risultavano già decorsi prima della presentazione dell'EU Kids Act. La priorità delle istituzioni resta ora la rapida approvazione del regolamento comunitario: "Dobbiamo accelerare il lavoro con i co-legislatori, perché la priorità assoluta è approvare il Kids Act", ha concluso il portavoce.
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