
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 29 Ottobre 2026, 16:10
Allarme Inps per l'artigianato: persi oltre 571mila iscritti in 14 anni. UAI: “Invertire il trend”
L'analisi statistico-attuariale della Gestione Artigiani evidenzia una contrazione che supera il 5% annuo nell'ultimo triennio. Il 21% degli ex artigiani diventa 'silente', oltre il 58% delle cancellazioni si concentra al Nord.
Oltre 571mila contribuenti in meno nell'arco di quattordici anni e un ritmo di uscite che, nell'ultimo triennio, ha superato la soglia del 5% all'anno.
È la fotografia emersa dall'analisi statistico-attuariale dell'INPS sulla Gestione Artigiani per il periodo 2018-2024, promossa dal presidente del Comitato amministratore Francesco Sgherza. Tra il 2011 e il 2025 la platea complessiva del settore ha registrato una contrazione del 31,3%, scivolando da circa 1,82 milioni a 1,25 milioni di iscritti stimati.
A destare maggiore apprensione è l'accelerazione del fenomeno: dal calo medio annuo del 2% del decennio passato si è giunti a flessioni superiori al 5% a partire dal 2023, fino a toccare un decremento stimato del 5,91% nel biennio 2024-2025.
Lo studio ha monitorato le traiettorie di 692.971 soggetti cancellati tra il 2018 e il 2024, analizzandone la posizione contributiva nell'anno successivo all'addio. Se il 50,33% ha individuato una nuova occupazione – ricollocandosi per il 63,6% come dipendente privato, per il 18,3% nel lavoro autonomo o parasubordinato e per il 13% rientrando nella medesima Gestione Artigiani –, il pensionamento ha assorbito il 23,61% delle uscite e i decessi il 4,58%. Preoccupa tuttavia il dato dei cosiddetti "silenti": il 21,48% dei cancellati (circa 148.800 persone) non risulta rintracciabile negli archivi INPS l'anno seguente, né come lavoratore né come pensionato. Una quota che sale al 26,47% nel Mezzogiorno e nelle Isole, concentrandosi in particolare nella fascia d'età tra i 45 e i 59 anni.
Il report mette in luce anche un marcato invecchiamento del comparto. La percentuale di chi abbandona l'attività con più di 60 anni è salita dal 27,21% del 2018 al 37,28% del 2024, mentre l'età media di chi si ricolloca è passata da 44,4 anni nel 2019 a 47,4 anni nel 2025. Sotto il profilo geografico, oltre il 58% delle cancellazioni si localizza nel Settentrione (33% nel Nord-Ovest e 25,5% nel Nord-Est), a fronte del 21,5% del Centro e del 20% del Mezzogiorno.
Uno scenario che impone una revisione della legge quadro n. 443 del 1985 per adeguare la normativa a globalizzazione, innovazioni di mercato e ricambio generazionale.
Sui dati è intervenuto Gabriele Tullio, componente del Comitato amministratore della Gestione artigiani INPS e Presidente Nazionale dell'Unione Artigiani Italiani (UAI): "I dati dell'artigianato sono logicamente preoccupanti: registriamo un trend negativo e un calo del 5% annuo nell'ultimo triennio, un dato inaccettabile per un settore che ha da sempre rappresentato un pilastro per l'Italia. Serve adesso un forte sforzo congiunto, a partire dalla politica e dalla nuova legge sull'artigianato in fase di elaborazione, per invertire questa tendenza. Dobbiamo tornare a essere positivi: l'artigianato è sinonimo di occupazione e porta ricchezza reale sui territori".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

















