
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 30 Settembre 2026, 16:15
Meta introduce il parental control su WhatsApp: arrivano il Pin genitoriale e la gestione dell'IA per gli account under 18
L'applicazione di messaggistica lancia in tutto il mondo gli strumenti di protezione per i minori. Chiamate e chat rimarranno coperte da crittografia end-to-end, ma i genitori potranno monitorare gruppi, contatti e impostazioni di sicurezza.
Meta espande le misure di protezione per i minori e porta ufficialmente il parental control all'interno di WhatsApp. La novità, distribuita a livello globale e già disponibile in Italia, introduce una suite di strumenti opzionali e configurabili dai genitori per la gestione degli account degli adolescenti dai 13 ai 17 anni, posizionandosi nel solco delle opzioni di protezione già attive su Instagram, Facebook e Messenger.
Il nuovo sistema consente agli adulti di verificare con quali contatti interagiscono i figli, ricevere notifiche in caso di iscrizione o abbandono di un gruppo, gestire la visibilità degli aggiornamenti di stato e modulare l'interazione con l'intelligenza artificiale di Meta, scegliendo tra il profilo predefinito e un'opzione a contenuti limitati.
Per garantire la tenuta delle restrizioni, qualsiasi modifica avanzata dal minore alle impostazioni di sicurezza richiederà l'autorizzazione dell'adulto tramite un PIN univoco.
Dalla società chiariscono che il sistema non intaccherà la riservatezza delle comunicazioni: le chiamate e i messaggi personali continueranno a essere protetti dalla crittografia end-to-end e resteranno inaccessibili a terzi, inclusa la stessa piattaforma.
L'iniziativa si inserisce in un quadro normativo e sociale caratterizzato da un forte pressing istituzionale sulla fruizione digitale dei giovanissimi, i quali — secondo rilevazioni Eurostat — trascorrono fino a sei ore al giorno online nel fine settimana.
Il lancio segue di poche settimane la proposta europea del Kids Act sui limiti d'età per i social e anticipa il Digital Fairness Act atteso per l'autunno a Bruxelles, collocandosi in un contesto globale in cui diversi Paesi stanno valutando o attuando restrizioni severe per tutelare la salute mentale e la sicurezza dei minori in rete.
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