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- Modena - Giovedì 11 Giugno 2026
Modena: passanti travolti in centro storico, Salim El Koudri in Tribunale per la perizia psichiatrica
Prima apparizione pubblica per il trentunenne accusato dell'assalto automobilistico nel centro storico dello scorso 16 maggio. Il difensore: "Giusto che sia consapevole di ciò che rischia".
Il procedimento penale relativo ai drammatici fatti che hanno sconvolto il cuore di Modena entra in una fase procedurale decisiva. Per la prima volta dal giorno del tragico evento, il trentunenne Salim El Koudri, accusato di aver volontariamente investito diversi passanti nel centro storico della città emiliana lo scorso 16 maggio, ha abbandonato la struttura carceraria per comparire davanti ai magistrati del Tribunale.
L'appuntamento giudiziario era stato fissato per lo svolgimento della prima udienza legata all'incidente probatorio, un passaggio formale richiesto e ottenuto dai magistrati della Procura della Repubblica per sottoporre l'indagato a una dettagliata perizia psichiatrica.
Nel corso della seduta a porte chiuse, il giudice ha provveduto al formale conferimento dell'incarico ai periti d'ufficio e ai consulenti nominati dalle parti. Il detenuto ha assistito a tutte le fasi della riunione senza avere la facoltà giuridica di prendere la parola o rilasciare dichiarazioni spontanee davanti alla corte.
El Koudri è giunto nel palazzo di giustizia scortato dagli agenti della polizia penitenziaria e affiancato dal proprio legale di fiducia, l'avvocato Fausto Gianelli, muovendosi tra i corridoi con una felpa e il cappuccio vistosamente calato sulla testa nel tentativo di proteggersi dalle telecamere e non mostrare i lineamenti del volto ai cronisti presenti.
Al termine dell'atto istruttorio, il difensore ha voluto intrattenersi con i rappresentanti degli organi di informazione per illustrare la strategia e il significato della scelta di far presenziare l'assistito a una tappa meramente tecnica, rimarcando il percorso di elaborazione interna che l'uomo deve necessariamente compiere di fronte alla gravità dei reati contestati e alla severità delle possibili sanzioni detentive: “Ho voluto che fosse presente perché è importante che, anche nel percorso processuale lui cominci a rendersi conto di ciò che ha fatto, e di questo ne parliamo in continuazione, riflettendo.
Oggi si celebrava il suo processo, un reato gravissimo, che prevede pene gravissime, e quando una persona rischia di passare una vita in carcere è giusto, secondo me, che sia presente ad ogni passaggio e sia consapevole, al di là del racconto dell'avvocato, di cosa significa questo processo.”
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