
- Prima Notizia 24
- Torino - Giovedì 1 Ottobre 2026, 14:35
Schiavitù, abusi e truffa all'Inps: scoperta una setta pseudo-spirituale nel Torinese, arrestato "guru" 59enne
Operazione "Asmodeo" dei Carabinieri nella Bassa Val di Susa. Tra le vittime costrette al voto di obbedienza e al versamento dei propri beni figurano anche minorenni. Indagate altre tre persone tra cui una psicologa e un massoterapista.
Una complessa struttura di manipolazione psicologica, abusi fisici e reati finanziari smantellata nel cuore della Bassa Val di Susa. I Carabinieri del Comando provinciale di Torino hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 59 anni, ritenuto il capo di una presunta setta pseudo-spirituale e accusato di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa ai danni dello Stato.
Le indagini, condotte dal Nucleo investigativo di Torino e coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno fatto luce sul modus operandi del cinquantanovenne. L'uomo, autoproclamatosi "il prescelto" e asserendo di essere in contatto diretto con la "madre divina", attirava persone in stato di vulnerabilità emotiva o di salute attraverso corsi di difesa personale, yoga e meditazione, per poi accoglierle all'interno di una comunità residenziale.
All'interno della struttura, le donne — definite dal capo "monache" o "adepte" — venivano indotte a contrarre voti di obbedienza e povertà, cedendo la totalità dei propri patrimoni al cinquantanovenne e subendo violenze psicologiche e sessuali, estese secondo gli inquirenti anche a vittime minorenni.
All'attività settaria si affiancava poi una truffa aggravata ai danni dell'Inps: l'uomo avrebbe simulato una disabilità motoria per ingannare la commissione medica, percependo indebitamente oltre 80mila euro di pensione di invalidità.
Nell'ambito dell'operazione, denominata "Asmodeo", risultano indagate a piede libero altre tre persone considerate collaboratrici stretti del presunto guru: una figura con il ruolo di "maestra", una psicologa professionista la cui posizione logistico-operativa è al vaglio degli inquirenti, e un "monaco" massoterapista. Quest'ultimo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, eseguiva presunte "terapie sessuali" a pagamento esclusivamente su clienti di sesso femminile, intercettandole e manipolandole in fasi di grave lutto o fragilità personale.
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