
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026, 14:15
Volo FlyDubai, Netanyahu: "Iran? Troppo presto per parlare di coinvolgimento, evitato un disastro stile 11 settembre"
Il premier israeliano elogia il comandante indiano che ha neutralizzato il copilota omanita e annuncia possibili contatti con gli Emirati. La Procura generale di Abu Dhabi apre un'inchiesta d'urgenza sul tentato dirottamento verso Tel Aviv.
Un tentato attacco nei cieli del Medio Oriente sventato sul filo del rasoio e un'indagine internazionale coordinata che punta ad accertare le matrici dell'aggressione.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è intervenuto sul grave episodio registrato a bordo del volo Flydubai FZ1073 in rotta tra Dubai e Tel Aviv, invitando alla cautela circa l'eventuale coinvolgimento di attori statali: "È troppo presto per dire" se dietro il tentativo d'attacco vi sia la regia di Teheran, ha dichiarato il premier in un'intervista rilasciata alla rete statunitense Fox News.
Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità e dai passeggeri, il secondo pilota del velivolo, un cittadino omanita, ha aggredito con un coltello il comandante della tratta, l'indiano Smit Machchhar, nel tentativo di prenderne il controllo e far precipitare l'aeromobile. Nonostante le gravi ferite riportate, Machchhar è riuscito a resistere, a sbloccare la porta blindata della cabina e a consentire l'intervento di alcuni passeggeri e membri dell'equipaggio — compresi due piloti fuori servizio —, i quali hanno bloccato l'aggressore.
Nel corso della colluttazione l'aereo ha registrato una brusca perdita di quota, scendendo in picchiata per oltre quattromila metri prima che gli altri aviatori a bordo potessero riprendere i comandi ed effettuare un atterraggio d'emergenza nello scalo di Tabuk, in Arabia Saudita.
Nel descrivere la dinamica del folle gesto, Netanyahu ha affermato che l'azione del comandante "è riuscita a evitare un disastro della portata dell'11 settembre". Il capo del governo israeliano ha reso noto di aver discusso del caso con il presidente statunitense Donald Trump, definendo la reazione dell'equipaggio "uno straordinario atto di eroismo che ha scongiurato un disastro capace di colpire anche l'aviazione globale" e chiosando che "questa volta hanno vinto i buoni".
L'aggressore si trova al momento sotto la custodia delle autorità giudiziarie in Arabia Saudita: "Credo che verrà trasferito negli Emirati, da dove proveniva o, quantomeno, da dove era decollato. Seguiremo l'indagine e forse vi parteciperemo anche", ha aggiunto il premier.
Nel frattempo, la Procura generale degli Emirati Arabi Uniti ha ufficialmente istituito una task force di magistrati per fare piena luce sulla vicenda. La misura punta a raccogliere elementi probatori, ricostruire la cronologia degli eventi e verificare la sussistenza di legami con la rete del terrorismo internazionale o una pianificazione preordinata. Il procuratore generale ha invitato la stampa alla massima prudenza, chiedendo di evitare speculazioni e notizie non verificate.
In virtù dei trattati di diritto aeronautico, Abu Dhabi rivendica la competenza primaria dell'inchiesta poiché l'aeromobile batte bandiera emiratina.
Mentre i due piloti coinvolti nell'aggressione restano ricoverati presso l'ospedale di Tabuk, un'équipe di tecnici di Flydubai ha raggiunto lo scalo saudita per periziare i danni alla cabina, ponendo fine a ore di fortissima apprensione nei cieli della regione.
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