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Cronaca

  • Prima Notizia 24
  • Francavilla Angitola (VV) - Giovedì 29 Ottobre 2026, 10:50

Antonio e Fabiola, una festa di nozze che racconta amicizia e valori dello Stato

Al matrimonio di Antonio Aprile, segretario generale aggiunto del SIM Carabinieri, colleghi e amici arrivati da tutta Italia. Il racconto di Michele Grillo: gli affetti, il servizio nelle istituzioni e il senso di una comunità che si riconosce oltre le diverse uniformi.

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di Michele Grillo

L’immagine che custodirò di questa giornata è quella di tante persone arrivate da ogni parte d’Italia per stringersi attorno ad Antonio Aprile e alla sua amata Fabiola. Al loro matrimonio ho partecipato in forma privata, con l’onore e il piacere di condividere un passaggio importante della loro vita. Ho trovato affetto sincero, amicizia e una partecipazione capace di raccontare, attraverso la presenza di familiari, colleghi e amici, quanto Antonio e la sua famiglia siano stimati.

Antonio è il segretario generale aggiunto del SIM Carabinieri. Ma in una giornata come questa gli incarichi lasciano naturalmente spazio alle persone, ai legami costruiti nel tempo, alla gioia di esserci. La piacevole sorpresa è stata proprio vedere quante strade, anche geograficamente lontane, fossero confluite nello stesso luogo per accompagnare lui e Fabiola.

A un certo punto ho pensato di prendere la parola per rivolgere agli sposi un pensiero personale. Poi ho ascoltato gli interventi dei familiari e dei tanti amici. Soprattutto, mi hanno colpito le parole del segretario generale Antonio Serpi, emozionanti e toccanti. Ho preferito lasciare spazio a quei sentimenti e a quelle testimonianze, rimandando alla scrittura ciò che avrei voluto dire: ad Antonio avrei scritto dopo, con calma, per restituirgli il senso di quanto quella giornata mi aveva lasciato.

Il legame con la Calabria e gli anni nella Polizia di Stato

Per me la Calabria conserva un significato profondo. Vi ho trascorso anni importanti della mia carriera nella Polizia di Stato, impegnato in attività investigative delicate: la ricerca dei latitanti, il contrasto ai sequestri di persona a scopo di estorsione, le operazioni antidroga e la lotta alla criminalità organizzata.

Porto con orgoglio quell’esperienza professionale e umana. Ha contribuito a consolidare il mio senso delle istituzioni, il rispetto della legalità e una convinzione che continua ad accompagnarmi: servire lo Stato significa, prima di tutto, servire i cittadini.

Oggi, nel mio ruolo di consigliere presso la Presidenza del Consiglio, continuo a riconoscermi in questi valori. Sono un riferimento quotidiano del mio impegno, maturato anche attraverso il lavoro e le responsabilità di quegli anni.

È anche per questo che ho apprezzato particolarmente la presenza di tanti colleghi e dirigenti sindacali del SIM Carabinieri, giunti da tutta Italia. Donne e uomini che, accanto al servizio svolto ogni giorno, dedicano tempo ed energie alla rappresentanza e alla tutela delle istanze del personale dell’Arma. Un’attività che richiede partecipazione, responsabilità e capacità di rimanere vicini alle persone, ascoltandone esigenze e difficoltà.

Adele e quel gesto che rimane nella memoria

Dentro una giornata così ricca di incontri, alcuni momenti si fissano nella memoria per la loro semplicità. La dolcissima Adele che porta le fedi all’altare, con tutta la sua spontaneità, è uno di questi. Un gesto tenero, che ha regalato a tutti noi un’emozione destinata a durare.

Mi hanno colpito anche le parole dell’ufficiale che ha celebrato il matrimonio. Ne riprendo il senso, perché restituisce bene una delle immagini più significative della cerimonia: tanti appartenenti alle diverse Forze di polizia riuniti insieme, oltre l’uniforme indossata e l’Amministrazione di appartenenza.

Quella presenza numerosa offriva un bellissimo colpo d’occhio e rendeva visibile qualcosa di più profondo: la condivisione di valori, il rispetto reciproco, il senso del dovere. Persone con percorsi professionali differenti si ritrovavano nello stesso momento di gioia, unite dall’affetto per gli sposi e da un comune sentimento di appartenenza.

Le istituzioni hanno anche il volto degli affetti

Quando donne e uomini in uniforme si incontrano insieme alle proprie famiglie e alle persone care, emerge una dimensione delle istituzioni che merita di essere raccontata: l’umanità di chi le serve, la solidarietà, l’amicizia, l’amore per il nostro Paese.

In questi legami riconosco il senso dei valori dello Stato. Sentirsi parte di una comunità significa anche sapere che, pur nelle diverse appartenenze, esiste un bene comune da servire e custodire: la nostra amata Italia. È una responsabilità che attraversa il lavoro e trova espressione anche nel rispetto e nella vicinanza con cui viviamo le relazioni.

Ad Antonio e Fabiola rivolgo i miei auguri più affettuosi per una vita ricca di amore, serenità e complicità. Alla piccola Adele mando un abbraccio; a tutti gli ospiti con cui ho condiviso questa giornata, un saluto cordiale e affettuoso.

Porterò con piacere nel cuore il ricordo di questo incontro, con sincera amicizia e stima per gli sposi e con gratitudine per le emozioni che ci hanno permesso di condividere.

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